Il Tribunale del Riesame di Catanzaro presieduto da Giuseppe Valea ha disposto la scarcerazione di Antonio Mazzotta, arrestato nell'ambito operazione Imponimento, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, accogliendo le tesi difensive del difensore (avvocato Luciano Vonella). L'indagato deve rispondere di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga aggravata dal metodo mafioso. Il suo legale aveva chiarito dinanzi al collegio dei giudici che non sussistevano i presupposti del reato associativo, tantomeno dell'aggravante mafiosa e dei gravi indizi di colpevolezza e pertanto non vi erano esigenze cautelari per il proprio assistito.

L’indagine. L’operazione ha riguardato numerosi soggetti indagati , a vario titolo, di gravi delitti, fra i quali, associazione mafiosa, associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, turbative d’asta, corruzione, fittizia intestazione di beni, ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio, detenzione e traffico di armi, danneggiamenti, traffico di moneta falsa, traffico di influenze illecite, truffe ai danni dell’Inail, reati ambientali, tutte le condotte contestate con l’aggravante della modalità e/o finalità mafiosa. Dopo l’adozione – da parte dei gip presso i Tribunali competenti per la fase della convalida del fermo, diversi di quello di Catanzaro – delle ordinanze di misura cautelare nei confronti dei soggetti destinatari del provvedimento di fermo, il gip Distrettuale di Catanzaro, competente per il procedimento penale, a seguito della successiva richiesta della Direzione Distrettuale di Catanzaro, ha emesso, in data 12.08.2020, la nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 75 indagati.

In particolare, è stata dottata la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di 64 indagati (tra cui i capo cosca Rocco Anello che non era stato attinto dal fermo in quanto già detenuto) e la misura della custodia degli arresti domiciliari nei confronti 11 indagati. Le misure cautelari che riguardano, oltre alla maggior parte dei soggetti già destinatari del provvedimento di fermo di indiziato di delitto, anche altri soggetti indagati che non erano stati destinatari nel precedente provvedimento di fermo.

L’indagine è stata svolta nell’ambito di una Squadra Investigativa Comune (Joint Investigation Team) costituita a L’Aia (NL), presso Eurojust tra Magistratura e Forze di Polizia di Italia e Svizzera, cui hanno aderito, per l’Italia, la Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro e lo Scico della Guardia di Finanza di Roma; per la Svizzera, la Procura della Confederazione Elvetica – Divisione Protezione dello Stato, Terrorismo, Organizzazioni criminali di Berna e la Polizia Federale Svizzera.

Il contrasto alla criminalità organizzata. Confermate l’importanza e la solidità dei risultati investigativi frutto dell’impegnativa attività di indagine e del costante contrasto alla criminalità organizzata, che ha consentito di delineare il contesto nel quale l’associazione, nel suo complesso, si avvale della forza d’intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, allo scopo di commettere delitti, acquisire direttamente e indirettamente la gestione e/o controllo di attività economiche, in particolare nel settore turistico/immobiliare, deformando le logiche imprenditoriali che normalmente regolano i traffici commerciali di un’economia sana, condizionando i diversi settori della vita economica e sociale, e affermando il controllo egemonico sul territorio anche mediante reciproci accordi tra cosche operanti in articolazioni territoriali diverse.