La Corte di appello di Catanzaro ha annullato il provvedimento di confisca nei riguardi del vibonese Piero Castagna e dei suoi familiari

La seconda sezione penale della Corte di appello di Catanzaro ha annullato il provvedimento di confisca nei riguardi di Piero Castagna, condannato con sentenza passata in giudicato per estorsione aggravata nell'ambito dell'operazione Caterpillar, dei fratelli Antonio, Ivan e Maria Cristina, della moglie Maria Luisa Mannella e della madre Maria Domenica Colloca. Accolta l'istanza presenta dagli avvocati Diego Brancia e Francesco Stilo.

Il verdetto. La Corte con provvedimento, immediatamente esecutivo, depositato lo scorso 10 maggio, in seguito all’udienza camerale del 27 gennaio, ha quindi accolto le argomentazioni della difesa, costituite da innumerevoli investigazioni difensive comprovanti "l’assenza di riconducibilità dei beni al proposto e la capienza reddituale dello stesso Castagna unitamente al nucleo familiare di origine, sconfessando tutta l’attività investigativa posta in essere dalla Dia di Catanzaro".


La restituzione. I beni oggetto del sequestro e, di conseguenza, oggetto della restituzione per un valore complessivo di 3.500.000 di euro (stima DIA) coincidono con

- due beni immobili siti a Vibo Valentia, frazione Vena (località Malafirmi) per complessivi 800 mq;
- tre appezzamenti di terreno, siti in agro di Vibo Valentia
- quote della CTL Srl
- impresa individuale operante nel settore movimento terra e scavi
- Terna completa di Benna mod CAT
- deposito a risparmio intestato a Mannella Maria Luisa
- deposito a risparmio intestato a Castagna Maria Domenica
- Autocarro Iveco intestato a Castagna Maria Domenica
- Capannone Industriale sito a Porto Salvo Z.I. intestato a Castagna Ivan
- Appezzamento di terreno intestato a Castagna Maria Cristina
- due autovetture intestate a Castagna Ivan e Castagna Antonio