Inutile nasconderlo: ci sono due questioni di fondo che minano pesantemente il percorso destinato a condurre la Calabria verso le elezioni regionali. La prima è legata alle questioni giudiziarie che interessano la classe politica, l'altra, ai nuovi equilibri che potrebbero andarsi a definire nel caso in cui nelle prossime ore nascesse, come è ormai probabile, un nuovo Governo sull'asse Partito democratico - Movimento Cinquestelle.

Partiamo dal nodo principale, ovvero, le inchieste della magistratura. La figura che indubbiamente potrebbe risentirne di più, rebus sic stantibus, potrebbe essere il governatore uscente Mario Oliverio. E' vero che il presidente della Regione in carica, negli ultimi mesi, dopo la recente sentenza della Cassazione, è stato in parte riabilitato tanto che gli è stato tolto anche l'obbligo di firma, ma indubbiamente l'operazione "Lande Desolate" pesa enormemente sulla sua riconferma. Non va certo a favore del governatore uscente la recente inchiesta della magistratura che ha visto finire agli arresti domiciliari Sebi Romeo, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, vicinissimo ad Adamo ed allo stesso Oliverio. Pesano queste vicende giudiziarie anche nella scelta della classe dirigente nazionale del Pd di metterlo da parte, sebbene Oliverio stia provando a resistere in ogni modo, girando da qualche mese la regione in lungo e in largo, tentando di mettere in piedi comitati e di propagandare la sua azione amministrativa. Le primarie al momento non sono in agenda e se arrivasse l'accordo tra Pd e Cinquestelle non si esclude che i due partiti di governo vadano per un candidato di sintesi. Ipotesi oggi non in agenda, ma nel futuro prossimo chissà...Nel frattempo, prosegue la corsa in solitaria di Carlo Tansi, l'ex capo della Protezione civile che ha annunciato un mese addietro la sua candidatura alla guida della Regione, con l’intento "di costruire una ampia coalizione civica che nasca dalle istanze più genuine della società civile, composta da cittadini di tutte le estrazioni e provenienze ideologiche, inclusa la parte sana dei partiti e dei movimenti, accomunati dal desiderio di trasformare in risorse i tanti tesori inespressi della nostra Terra, e dare così prospettive di un futuro nuovo e dignitoso ai nostri figli. Insomma, una vera e propria alleanza sociale per la Calabria".

E se Sparta piange Atene non sorride. La situazione nel centrodestra non è certamente più serena. Il candidato ufficializzato ormai da mesi è Mario Occhiuto, anch'egli coinvolto in due differenti inchieste: una a Roma che vede sotto la lente d'ingrandimento il sindaco di Cosenza insieme all'ex ministro Corrado Clini e l'altra a Cosenza dove risponde di bancarotta fraudolenta. Sul piano politico, Occhiuto gode della fiducia di buona parte del suo partito (le resistenze arrivano solo dal gruppo Gentile-Aiello). La nomenclatura di Forza Italia, con la coordinatrice Jole Santelli in testa, è determinata a sostenerlo e il suo tour va avanti da mesi. Il problema, in questo caso, è legato al rapporto con gli alleati. Gli azzurri devono fare i conti con la Lega di Matteo Salvini e, soprattutto, con Fratelli d'Italia che continua a spingere per la parlamentare Wanda Ferro, ritenuta l'alternativa più valida al capo dell'amministrazione Bruzia. Anche quel partito, però, ha subito un grave danno dall'inchiesta della magistratura contro la cosca Libri di Reggio Calabria che ha visto finire dietro le sbarre, addirittura, Alessandro Nicolò, consigliere regionale ex FI, di recente transitato nella compagine di Giorgia Meloni. Il partito lo ha prontamente allontanato, ma lo shock è rimasto, data la delicatezza dell'inchiesta e la gravità del quadro accusatorio. E allora, inutile nasconderlo: le inchieste della magistratura rischiano di stravolgere e di far saltare tanti equilibri in un autunno che si preannuncia rovente.