Nei confronti della dirigente del Comune di Vibo ipotizzato il reato di abuso d'ufficio

C'è anche la dirigente del Comune di Vibo, Adriana Teti, tra i quattro indagati ai quali la Procura ha notificato la chiusura delle indagini preliminari relativamente ad un caso di abusivismo edilizio. I fatti – come si legge sull'edizione odierna de La Gazzetta del Sud – risalgono ad un periodo compreso tra il 28 novembre 2014 e il 21 maggio 2015 e riguardano la costruzione di un fabbricato nel quartiere Cancello rosso a Vibo. Nei confronti della dirigente, in particolare, viene ipotizzato il reato di abuso di ufficio; mentre gli altri indagati sono Antonino La Gamba di Sant'Onofrio (committente dei lavori), Pasquale Romano Mazza, direttore dei lavori, e Norma Maria Bruzzese di Reggio Calabria, in qualità di legale rappresentante della ditta costruttrice.

Adriana Teti

Il caso. In particolare, secondo il procuratore, La Gamba, Mazza e Bruzzese avrebbero "in concorso tra loro, in sostanziale assenza del permesso a costruire, in difformità dalla normativa urbanistica, realizzato in Vibo, in zona Cancello rosso, un fabbricato". Per quanto riguarda invece la dirigente Teti, ipotizzato l'abuso di ufficio, considerato che "in qualità di pubblico ufficiale, quale responsabile dell'ufficio urbanistica nello svolgimento delle sue funzioni, in violazione delle norme di legge, in particolare dell'art. 15 Dpr 380/2001, rilasciava il permesso di costruire n. 2239 del 28 novembre 2014, così intenzionalmente provocando a La Gamba un ingiusto vantaggio patrimoniale, consistito nella realizzazione delle opere".