Compaiono anche dei vibonesi  nell'elenco degli arrestati nell'ambito dell'operazione che ha smantellato il clan Bellocco di Rosarno.  Si tratta di  Giuseppe MAIURI, nato a Tropea il 17.11.1984, residente a San Gregorio d’Ippona e Antonio MAURI, nato a Ascea (SA) il 21.4.1948, residente a San Gregorio d’Ippona (padre di Giuseppe).

Le intercettazioni dell’inchiesta “Blu notte” certificano il “passaggio di mano” tra il vecchio patriarca, Umberto Bellocco – deceduto lo scorso 22 ottobre – e suo nipote, omonimo. Il 39enne dimostra di avere tutto sotto controllo, clan e associati, anche da detenuto nel carcere di Lanciano, in “remoto”, via telefono dopo la condanna per associazione mafiosa, divenuta definitiva dal 2014. Il boss in alcune intercettazioni si lamenta con la nipote («I tasti di plastica si rompono. Pure questo sta partendo. Non va bene. Alcuni tasti non vanno») e suggerisce al cognato il prossimo telefonino da reperire («Guarda sito Nokia e vedi 3310 mini telefono. Vedi se ti dice quanti cm e fa pure le foto vedi»). In altre intercettazioni si discute di cellulari: «Quello che ci porta queste cose dice pure se gliene mettiamo due piccoli, ci fa entrare anche quelli, non è che ora sta a guardare i due piccolini». «Li puoi prendere un paio, però con i tasti di gomma fra, perché li usa per messaggi lui, perché i tasti di plastica si rompono subito». Il gip riporta nell’ordinanza come “Chiacchiara” non abbia mai smesso di comunicare all’esterno «mediante una serie di telefoni cellulari e schede telefoniche a lui forniti grazie alla collaborazione di alcuni soggetti sia interni che esterni all’istituto».