L’annuncio ha generato aspettative e qualche sospiro di sollievo. E’ durato pochi istanti, però, perché il vicepresidente della Giunta regionale Giusi Princi ha immediatamente messo le cose al loro posto.

Ma andiamo con ordine. Ora di pranzo: il senatore di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani attraverso le pagina Facebook fa un annuncio: in provincia di Vibo, ma nell’intera Calabria, potrebbe saltare il tanto discusso Dimensionamento scolastico che solo nella nostra provincia prevede la soppressione di ben 11 autonomie.

«Il piano di Dimensionamento scolastico prevede la soppressione di istituti, la perdita di dirigenze e di segreterie e quindi personale amministrativo, l’accorpamento di scuole che a volte non hanno nessun legame tra di loro, né a livello strutturale né a livello infrastrutturale, e quindi sollecitati abbiamo deciso di rivalutare questo provvedimento», aveva commentato in un video social Rapani annunciando un emendamento al Decreto Caivano presentato da Fratelli d’Italia,  partito leader nel Governo del Paese.

«Considerando che stiamo valutando il decreto Caivano, all’interno del quale abbiamo previsto una deroga al parametro riferito al numero degli alunni, abbiamo ritenuto opportuno proporre un emendamento e prevedere la deroga anche per tutte le regioni del Mezzogiorno, così come previsto all’interno di Agenda Sud. Mi ritengo soddisfatto e ritengo che questo può essere un ottimo risultato», aveva aggiunto il senatore di FdI.

Subito dopo, però, le precisazioni del vicepresidente della Giunta regionale con delega all’istruzione necessarie alla luce «del disorientamento» che si sta creando nelle ultime ore.

«L’emendamento presentato e che vede quale firmatario anche il senatore Rapani - chiarisce Giusi Princi - chiede l’abolizione del limite numerico di alunni per classe nelle istituzioni scolastiche del mezzogiorno ’Agenda Sud’ (…senza nuovi oneri o maggiori oneri a carico della finanza pubblica). Pertanto, tale emendamento non ha nulla a che vedere con il Dimensionamento scolastico che interessa, invece, solo i dirigenti scolastici e i direttori amministrativi, non interferendo in alcun modo sul numero di alunni per classe. La materia della composizione delle classi - sottolinea tra l’altro il vicepresidente Princi - è normata dal Dpr 81/09, non è una prerogativa delle Regioni ma esclusiva competenza del Ministero e degli Uffici scolastici regionali».