La presenza della 'ndrangheta si fa sempre più invadente e pressante, con tentacoli che negli anni si sono estesi ovunque, infiltrandosi nel tessuto economico e imprenditoriale di Milano. In questo contesto, il clan Bellocco di Rosarno ha guadagnato un ruolo di primo piano nella criminalità organizzata milanese, estendendo la sua influenza anche nell'hinterland e in tutta la Lombardia. Ora, l'omicidio di Antonio Bellocco, noto come "Totò", rischia di innescare ritorsioni e alimentare una spirale di violenza, come riportato nella ricostruzione del Corriere della Calabria.

Antonio Bellocco, nato nel 1988, era il rampollo del clan Bellocco di Rosarno, che da tempo aveva messo radici a Milano, riuscendo perfino a infiltrarsi negli ambienti delle tifoserie calcistiche milanesi. Antonio era figlio di Giulio Bellocco, fratello del boss Umberto Bellocco. Coinvolto nell'inchiesta "Vento del Nord", Totò Bellocco è stato condannato a 14 anni di reclusione nel maggio 2014, dopo aver scelto il rito abbreviato. Secondo le accuse, avrebbe fornito un contributo costante alla vita del clan, aggiornando la madre Aurora Spanò sugli sviluppi interni all'organizzazione e trasmettendo messaggi e informazioni degli altri affiliati. Inoltre, avrebbe giocato un ruolo attivo nella realizzazione di vari reati e si sarebbe messo a completa disposizione degli interessi della cosca.

Suo padre, Giulio Bellocco, è morto il 9 gennaio scorso nel carcere di Opera, a Milano, dove stava scontando una condanna a 13 anni e sei mesi per associazione mafiosa e una serie di estorsioni, inflittagli dalla Corte d’appello di Reggio Calabria nel processo "Tramonto".

Il nome di Totò Bellocco aveva un peso significativo nella Curva Nord dei tifosi dell'Inter a "San Siro", soprattutto dopo l'omicidio di Vittorio Boiocchi, avvenuto il 29 ottobre 2022. Grazie al suo status di ‘ndranghetista, Bellocco era riuscito a scalare le gerarchie degli ultras, come emerso dalle indagini della Digos.

Il responsabile dell’omicidio di Bellocco è Andrea Beretta, ritenuto leader della Nord e, secondo la Procura, ex braccio destro di Boiocchi. Dalle ricostruzioni, pare che lo scontro tra i due, culminato nell'omicidio di Bellocco e nel ferimento di Beretta, sia stato originato da questioni legate a interessi economici. Bellocco, giunto fuori da una palestra a bordo di una Smart, avrebbe sparato per primo, ferendo Beretta al fianco. Quest'ultimo avrebbe reagito accoltellando Bellocco alla gola, uccidendolo. Ora, Beretta è sotto sorveglianza in ospedale, arrestato con l’accusa di omicidio.