Il centrodestra va verso un'intesa sulla regola per la premiership. A quanto si apprende da alcuni presenti, l'accordo prevede che a indicare il premier sia il partito che prenderà più voti nella coalizione.

Sarà il vertice del compromesso o dell'unità necessariamente ritrovata, viste le elezioni a breve e i favori dei sondaggi. O almeno è l'auspicio di molti. Sulla reunion del centrodestra nel pomeriggio, 71 giorni dall'ultima volta - era il 17 maggio e i big dei tre partiti pranzarono insieme ad Arcore, ma finirono per litigare sulle amministrative - pesa ora il macigno della premiership. A Giorgia Meloni che non molla la presa sulla regola aurea per cui il candidato premier lo sceglie chi incassa più voti nella coalizione, Forza Italia oppone disinteresse. "E' un tema che non mi appassiona", smonta la questione Silvio Berlusconi.

Al tavolo del vertice del centrodestra convocato alla Camera, nella sala Salvadori del gruppo della Lega, oltre ai leader dei tre partiti - Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni - partecipano, per Forza Italia, il coordinatore azzurro Antonio Tajani e la senatrice Licia Ronzulli; per i leghisti il ministro e capo delegazione Giancarlo Giorgetti e il senatore Roberto Calderoli e per FdI, il senatore Ignazio La Russa. Presenti, inoltre, il presidente di Noi con l'Italia, Maurizio Lupi; per l'Udc il presidente Antonio De Poli e il portavoce Antonio Saccone e Luigi Brugnaro, presidente Coraggio Italia.