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Bagni, corridoi e cortili scolastici trasformati, secondo gli investigatori, in luoghi abituali di scambio di sostanze stupefacenti. È quanto emerge da un’inchiesta coordinata dalla Procura per i minorenni di Catanzaro che ha portato alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di sette giovani, oggi maggiorenni, accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di droga.

L’attività investigativa, sviluppata attraverso intercettazioni e sistemi di videosorveglianza, avrebbe documentato numerosi episodi avvenuti tra il 2022 e la fine del 2023 all’interno e nelle immediate vicinanze di un istituto scolastico del capoluogo calabrese. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero ceduto dosi di hashish e marijuana a studenti e coetanei, utilizzando come punti di incontro i locali della scuola e gli spazi esterni.

Tra le posizioni esaminate figura quella di un ventunenne catanzarese al quale vengono contestati decine di episodi di cessione e intermediazione nello spaccio. Le dosi sarebbero state vendute a prezzi compresi tra 5 e 15 euro al grammo. In alcuni casi, secondo gli atti dell’indagine, tra gli acquirenti vi sarebbero stati anche minorenni.

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito episodi avvenuti direttamente all’interno dell’istituto, compreso un caso nel quale la sostanza stupefacente sarebbe stata lanciata da una finestra della scuola verso un acquirente all’esterno. Con la chiusura delle indagini, gli indagati avranno ora la possibilità di presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati prima delle determinazioni finali della Procura.