Il cambio di conto corrente o, per essere più precisi, la chiusura di un conto corrente presso una banca e l’apertura di un nuovo conto presso un istituto bancario diverso è un evento piuttosto comune. Le motivazioni che spingono un correntista a questa scelta sono numerose.

La maggior parte delle volte, il cliente sceglie di aprire un nuovo corrente perché la nuova banca gli garantisce condizioni economiche migliori rispetto a quelle offerte dalla banca originaria. Com’è noto, infatti, il conto corrente bancario è uno strumento di servizio che prevede dei costi di vario tipo: uno dei più rilevanti è il canone mensile, ma si devono anche considerare i costi delle singole operazioni.

Non ci sono soltanto motivazioni di tipo economico dietro il cambio; molte persone scelgono una nuova banca quando si trasferiscono in una nuova città o in una nuova regione, mentre altri lo fanno perché, al di là dei costi, ritengono inadeguato il livello dei servizi.

A prescindere dalle motivazioni e a differenza di quanto si potrebbe pensare, cambiare conto corrente non è assolutamente complesso e non richiede nemmeno periodi di tempo molto lunghi.

Di seguito cerchiamo di capire cosa si deve fare se si ha intenzione di aprire un nuovo conto presso una banca diversa da quella con cui intratteniamo un rapporto.

Cambiare conto corrente: la portabilità


Se si ha intenzione di cambiare conto corrente, è necessario conoscere il concetto di portabilità. Se consideriamo un conto originario (vecchio) e un conto di destinazione (nuovo), con portabilità si indica il diritto del correntista a ottenere il trasferimento, dal vecchio al nuovo, sia del saldo positivo, sia dei servizi di pagamento (tutti o solo alcuni).

La portabilità è un diritto previsto dalla legge italiana che ha recepito da diversi anni una direttiva europea.

Essa deve essere assicurata in tempi molto brevi (per la precisione entro 12 giorni lavorativi dalla richiesta) e anche in modo gratuito.

Generalmente, anche se non è obbligatorio, chi richiede la portabilità del saldo e dei servizi di pagamento, richiede anche la chiusura del conto originario. Una volta effettuata la richiesta il tutto avviene in modo automatico, ma è opportuno precisare che se il saldo del conto corrente originario è negativo, la nuova banca non può procedere con la chiusura. Il saldo negativo comunque non pregiudica la procedura di portabilità.

Si deve precisare che la portabilità non è applicabile alle carte di debito e credito associate al conto originario; lo stesso può dirsi del carnet assegni.

Se si necessita di tali prodotti, dovrà essere inoltrata apposita richiesta alla nuova banca.

Come si deve procedere per il cambio di conto corrente?


Se si vuole cambiare conto corrente trasferendo saldo e servizi su un altro, gli step da seguire possono essere riassunti nel modo seguente:
  • si apre un nuovo conto corrente;
  • si effettua la richiesta di portabilità (può essere fatta comodamente da app od home banking; in alternativa ci si può recare presso una filiale fisica della banca) chiedendo anche la chiusura del conto originario;
  • si scelgono i servizi di pagamento da trasferire (tutti o solo alcuni) chiedendo il reindirizzamento automatico dal vecchio al nuovo conto.

È possibile trasferire gli ordini permanenti di bonifico, gli addebiti diretti ricorrenti e i bonifici in entrata ricorrenti. Nel giro di 12 giorni, la procedura sarà completata.

Se il trasferimento non avviene nei tempi previsti, si avrà diritto a un indennizzo di 40 euro più una maggiorazione per ogni giorno di ritardo.