Non è stato contestato il reato associativo alle sette persone finite in manette a Cosenza per concorso in furto aggravato. Il gruppo sarebbe comunque autore di decine di furti effettuati nel capoluogo bruzio ed anche in alcuni centri della provincia. Colpite soprattutto scuole ed uffici pubblici: dall'Anagrafe del Comune di Cosenza ai locali dell'Azienda ospedaliera provinciale. Non risparmiati dai furti un centro di riabilitazione, diverse scuole, un centro sportivo di Rende, il teatro comunale Morelli di Cosenza, la sede della Cgil e anche un ristorante di Camigliatello Silano. Gli agenti, questa mattina, nel corso di alcune perquisizioni, hanno trovato anche due pistole caricate a salve, un coltello e una cesoia. L'operazione, denominata "Predator" è stata coordinata dalla Procura di Cosenza.

Furti a Cosenza e a Camigliatello, smantellata la rete di ladri: 7 arresti (NOMI)

cosenza-arresti-operazione-predatorLa conferenza stampa. "Tutti gli episodi contestati sono assolutamente provati", ha detto il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo che ha coordinato le indagini assieme al procuratore aggiunto Marisa Manzini e al sostituto Giuseppe Visconti. "Sono furti, ma non sono piccoli, perché colpiscono scuole ed uffici - dice Spagnuolo - e il valore di quanto rubato va visto ai fini della loro utilità sociale, e a volte, quindi, sono furti estremamente gravi. Non è stato contestato il 416 perché sono necessari alcuni presupposti ma comunque è un gruppo che agiva costantemente. L'ambiente di riferimento è ben circoscritto ed è il centro storico di Cosenza". Per il procuratore aggiunto Manzini che ha lodato il lavoro delle forze di polizia le persone finite agli arresti fanno partite di un circuito di "microcriminalità invasiva che non va sottovalutata". Le persone finite in manette sono infatti pluripregiudicate.

Cosenza, operazione "Predator": sgominata la banda dei furti in uffici e scuole (FOTO-VIDEO)

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