Un bar di Nicotera come centrale dello spaccio di marijuana, quattro arresti (NOMI-FOTO-VIDEO)
Smantellata una banda composta da giovani pusher non affiliati alla 'ndrangheta che aveva creato un business stimato in alcune migliaia di euro al mese
E' un business stimato in alcune migliaia di euro al mese quello scoperto dai carabinieri della Compagnia di Tropea che all'alba di oggi sono entrati in azione dando vita alla cosiddetta operazione "Grotta" che ha smantellato un gruppo di spacciatori con base a Nicotera Marina. In manette sono finiti tre fratelli e un cugino di questi ultimi. Si tratta di Natale, Giuseppe e Antonio Salvatore Restuccia, rispettivamente 30, 28 e 20 anni, più Salvatore Tassone, 23 anni. Sono accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di stupefacenti. Tutti è quattro sono destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Vibo su richiesta del pm della Procura Benedetta Callea che ha coordinato le indagini condotte sul campo dai militari della Compagnia di Tropea guidati dal maggiore Dario Solito in sinergia con il Norm di Tropea diretto dal tenente Renato Lanzotta e dalla Stazione di Nicotera Marina comandata dal maresciallo Fabio Cirone.
Operazione "Grotta". L’attività investigativa è stata avviata dopo l'arresto in flagranza di reato di Giuseppe Restuccia avvenuto ad opera dei carabinieri di Nicotera Marina il 24 settembre del 2016. All'epoca il giovane di Nicotera Marina venne trovato con 130 grammi di marijuana in auto e altri 160 grammi in casa. Così i militari hanno deciso di approfondire aprendo una vera e propria inchiesta che si è sviluppata e si è conclusa nel giro di pochi mesi sfociando nell'operazione "Grotta", dal nome del bar di Nicotera Marina individuato quale centro di smistamento della marijuana. Dalla ricostruzione investigativa compiuta dagli inquirenti è emerso, infatti, che quello dello spaccio di stupefacente era un vero e proprio business di famiglia, in cui erano parte attiva sia il fratello Natale che il cugino Salvatore Tassone, i quali - secondo le risultanze investigativa - gestivano con profitto l’area di spaccio di Nicotera Marina e curavano contatti anche con gli spacciatori della piana di Gioia Tauro.



Il bar dello spaccio. Al centro delle attività di spaccio c'erano la casa dei Restuccia, utilizzata come base logistica dello spaccio, l’automobile di Salvatore Restuccia, una Fiat Panda utilizzata per le “consegne”, ed il bar “Grotta Marina” di Nicotera Marina, di cui era, all’epoca dei fatti titolare Tassone e trasformato in una vera e propria base operativa dello spaccio. Nel corso delle attività, durante la perquisizione a casa di Salvatore Tassone sono state trovate in un foro artatamente costruito nel muro di recinzione, ulteriori 47 grammi di marijuana, 1 grammo di cocaina ed un bilancino di precisione. Per questo motivo Tassone ed il coinquilino Antonio Salvatore Restuccia, cugino del Tassone e fratello degli altri due Restuccia, sono stati a loro volta dichiarati in arresto in flagranza di reato sempre per detenzione di sostanza stupefacente.
Ai domiciliari. I tre fratelli Restuccia e Tassone sono stati quindi sottoposti ai domiciliari. Sono già noti alle forze dell'ordine per precedenti specifici ma non affiliati alle consorterie criminali operanti sul territorio e, da quanto si è appreso, si rifornivano nella zona di Rosarno e utilizzavano, oltre a classico sistema di vedette, anche uin linguaggio in codice (lattuga o formaggio) per comunicare tra di loro. Tutto inutile perché i carabinieri sono riusciti a scoprire tutto e a smantellare la banda a conduzione familiare che era riuscita a trovare un proprio spazio in un territorio complesso e complicato quale Nicotera Marina.
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