Nel mirino un giornalista e un fotoreporter che stavano realizzando un servizio per il programma "L'aria che tira" de La 7. Presi anche a pietrate da altri migranti

Aggrediti a martellate da un migrante all'interno della vecchia tendopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove nella notte di venerdì e sabato scorsi è divampato un incendio che ha provocato la morte di una donna nigeriana e la distruzione di 200 baracche. E' quanto accaduto oggi alla giornalista Dominella Trunfio e al fotoreporter Franco Cufari, che si erano recati nella Piana di Gioia Tauro per realizzare un servizio per il programma "L'aria che tira" de La 7. 

Come raccontano i due giornalisti, un migrante, innervosito dalla loro presenza, si è scagliato con un martello contro Cufari, cercando di colpirlo alla testa. A quel punto, la Trunfio, visto ciò che stava accadendo, è accorsa in aiuto del collega, riuscendo a far cadere il martello dalle mani dell'extracomunitario, ma fratturandosi un dito. "E' solo grazie all'intervento tempestivo di Dominella, precipitatasi in mio soccorso, che ho potuto evitare il peggio - dichiara a Giornalistitalia.it Franco Cufari -. Posso dire, senza esagerare, che mi ha salvato la vita".

Poteva andare davvero peggio perché i due giornalisti, dopo la colluttazione con tanto di martello, sono stati aggrediti, in un secondo momento, anche a colpi di pietre dai migranti, fino a che sono riusciti a ripararsi in auto, prima di ripartire e abbandonare la tendopoli. Trunfio e Cufari si sono, quindi, recati dai carabinieri per sporgere denuncia.