Autobomba a Limbadi, il Comune e la Regione Calabria fuori dal processo
La Corte d'Assise di Catanzaro presieduta da Alessandro Bravin non ha ammesso la costituzione di parte civile del Comune di Limbadi e della Regione Calabria nell'ambito del processo sull'autobomba che il 9 aprile del 2018 uccide Matteo Vinci e ferì il padre Francesco.
Accolte le argomentazioni delle difese rappresentate dagli avvocati Giovanni Vecchio, Francesco Capria e Fabrizio Costarella che si erano opposti alla costituzione di parte civile dei due enti, i quali avevano chiesto di essere rimessi in termini non avendo ricevuto il decreto di fissazione dell'udienza preliminare nè quello di rinvio a giudizio.
Il processo, a carico di Domenico Di Grillo, della moglie Rosaria Mancuso, del genero Vito Barbara e della figlia Lucia, proseguirà dunque senza il Comune di Limbadi e la Regione Calabria nelle vesti di parti civili il prossimo 30 gennaio.
Grande rammarico per la mancata costituzione di parte civile da parte del Comune di Limbadi e della Regione Calabria è stato espresso dall'avvocato Giuseppe De Pace, il legale che rappresenta la famiglia Vinci-Scarpulla: "Ci hanno lasciato soli e la colpa non è certo nè della Corte nè della parti offese ma semmai della sciatteria e della superficialità di chi ha presentato la richiesta con grande ritardo".
