Nuovo ospedale di Vibo, rinvenuti metalli pesanti: slitta la consegna dei lavori
Sul sito individuato per la costruzione del nuovo ospedale sono stati ritrovati depositi di metalli pesanti. A giorni la relazione definitiva dell'Arpacal
Effettuare una caratterizzazione del terreno sotto il profilo geologico. E' questa la fase che protraendosi ha dilatato i tempi facendo slittare la data di consegna dei lavori del nuovo ospedale di Vibo Valentia da ottobre, com'era stato stabilito in un primo cronoprogramma stilato a gennaio, a dicembre 2016.
Metalli pesanti. Entro lo scorso 30 marzo doveva, infatti, concludersi la seconda conferenza dei servizi propedeutica all'approvazione del progetto definitivo e che avrebbe proiettato l'iter verso gli step conclusivi ma le procedure risultano tuttora bloccate da un imprevisto di natura geologica che ha imposto ulteriori approfondimenti sull'area in cui dovrebbe sorgere il nuovo nosocomio da 350 posti letto. Nel corso delle verifiche preliminari effettuate dall'Arpacal sul terreno sono stati, infatti, riscontrati depositi di metalli pesanti: manganese e nichel.
Motivo non ostativo. L'Arpacal ha di conseguenza avviato una verifica più attenta per valutare la quantità e il carattere dei depositi, particolari che dovrebbero a breve confluire in una relazione da trasmettere alla conferenza dei servizi per poter finalmente procedere all'approvazione del progetto definitivo ed uscire dalla fase di stallo in cui l'iter è precipitato. La questione del ritrovamento di depositi di metalli pesanti nell'area individuata per la costruzione del nuovo ospedale è stata immediatamente archiviata come "motivo non ostativo", sembra infatti che gli esiti delle nuove verifiche effettuate dall'Agenzia regionale non saranno negativi e che si potrà viaggiare speditamente verso l'approvazione del progetto esecutivo.
La relazione. Nel frattempo, però, si resta in attesa dei risultati che dovrebbero arrivare nel giro di pochi giorni. La relazione dettagliata dovrebbe essere in grado di dire in quali quantità i metalli rinvenuti sono presenti nel terreno e se ciò possa divenire elemento "ostativo" alla costruzione della struttura sanitaria. Inoltre, il documento dovrà spiegare l'origine dei depositi: se si tratta di un accumulo dovuto alla stagnazione dell'acqua piovana o se invece siamo di fronte a un caso di inquinamento. All'Asp ci si dice ottimisti cercando di non pensare ad un eventuale esito negativo del riscontro, circostanza che comporterebbe l'individuazione di una nuova area e lo slittamento sine die della costruzione del nuovo ospedale.
Ritardi. Già la stesura della nuova relazione da parte dell'Arpacal ha allungato di due mesi la data prevista per la consegna dei lavori: slittata da ottobre a fine anno. Resta, infatti, ancora da adempiere ad alcuni passaggi procedurali che porteranno via almeno altri 8 mesi. Se tutto fila liscio, la conferenza dei servizi che avrebbe dovuto concludersi lo scorso 30 marzo depositerà il progetto definitivo aprendo l'istruttoria che entro sessanta giorni dovrebbe portare alla convocazione di una nuova conferenza dei servizi per l'approvazione del progetto esecutivo. Da qui si darebbe il via alla fase di validazione con l'aggiudicazione del progetto all'organismo certificato per la verifica degli standard di conformità affidato alla società "Rina Service" e da lì a trenta giorni si potrebbe partire con la posa della prima pietra. (l.c.)
