"Le parole con cui il Presidente facente funzioni, Nino Spirlì , ha inteso chiarire la delibera con cui aveva autorizzato gli spostamenti dei cacciatori all’interno del proprio Ambito Territoriale di Caccia, vale a dire in tutti i comuni di mezza provincia, suonerebbero come un’offesa nei confronti non solo degli ambientalisti calabresi, ma della stragrande maggioranza dei cittadini di questa regione". L'attacco al governatore arriva dal Wwf calabria che si domanda in quale modo i cacciatori abbiano sempre dimostrato di rispettare l’ambiente. "Forse quando si raccolgono i bossoli dopo aver ucciso migliaia di inermi esseri viventi per puro divertimento? E se l’ambiente si rispetta ammazzando e spargendo piombo a destra e a manca, cosa fanno tutti quei cittadini e volontari che si battono contro ogni forma di inquinamento, la cementificazione, la deforestazione, la crisi climatica e in più, lasciano vivere "?

"L’infelice sortita del Facente funzioni -aggiunge il Wwf- risulta discriminatoria nei confronti dei cittadini calabresi nel momento in cui sostiene di avere avuto rassicurazioni da parte dei cacciatori del loro comportamento responsabile e rispettoso riguardante il distanziamento sociale e il divieto di assembramento decretato dalle norme regionali e governative, come a dire che mentre i cittadini non possono spostarsi da un comune all’altro se non per seri motivi da certificare e a rischio di pesanti sanzioni, dei cacciatori ci si può fidare sulla parola, mentre tutti gli altri Calabresi sarebbero degli irresponsabili pronti a diffondere il virus ovunque e perciò da tenere confinati".

Il Wwf non comprende inoltre perché, per poter godere degli effetti salutari dello stare a contatto con la natura anche in zona arancione, ci si debba andare con il fucile.
Davvero singolare infine la precisazione con cui si chiarisce che la braccata al cinghiale, attività che richiede per definizione l’impiego di decine di partecipanti, potrà essere svolta anche non singolarmente e comunque nel rispetto del distanziamento sociale e del divieto di assembramento.

Un tempestivo dietro front dopo che, appena due giorni prima, con l’ordinanza n. 94 del 7 dicembre il Presidente facente funzioni Spirlì aveva ordinato lo svolgimento della caccia solo in forma individuale.
Su come, quando e chi potrà di fatto controllare nel folto dei boschi il rispetto del distanziamento sociale e del divieto di assembramento di migliaia di persone mentre si organizza una battuta, si trasportano, si caricano, si macellano uno o più cinghiali, attendiamo lumi dal Presidente Spirlì, che speriamo stavolta si prepari sull’argomento.