Politica e magistratura tornano ad intersecarsi nella vita di Nicola Gratteri. Il procuratore della Repubblica di Catanzaro, a capo della Direzione distrettuale antimafia, non perde però occasione per spiegare che, al di là delle illazioni, difficilmente egli potrà essere impegnato nella gestione della cosa pubblica. Lo ha fatto di recente anche a margine della presentazione del libro di Sebastiano Ardita (Csm) "Cosa nostra Spa": "Io ministro della Giustizia? Sto benissimo a Catanzaro -ha detto Gratteri - a fare il procuratore capo. Fare una operazione del genere e' impossibile perche' per accettare devo avere carta bianca...".

"Nel medio e nel lungo periodo il coronavirus -ha aggiunto Gratteri - ha rafforzato le organizzazioni criminali. Noi pensiamo agli imprenditori, commercianti e ristoratori che non sono riusciti ancora a riaprire o a lavorare a regime. Potrebbero essere tutti preda di usurai e dopo una lenta agonia sappiamo che il loro obiettivo e' quello di rilevare l'attivita' commerciale e poi fare riciclaggio". Lo ha affermato a margine della presentazione del libro del magistrato e componente del Csm Sebastiano Ardita "Cosa nostra S.p.A", il procuratore della Repubblica a Catanzaro Nicola Gratteri, che ha aggiunto: "La corruzione, i corrotti, gli infedeli e gli insegni sono in tutte le categorie. Questo non vuol dire buttare l'acqua sporca con tutto il bambino ma avere il coraggio di togliere in modo radicale queste mele marce per continuare ad aver fiducia perche' non esiste alternativa". "Non c'e' un problema giustizia oggi ma da decenni. Non abbiamo ancora un legislatore che affronti il problema in modo radicale, avendo il coraggio di rileggere i codici per modificarli, per adeguarli alle esigenze del 2020". Lo ha affermato a margine della presentazione del libro del magistrato e componente del Csm Sebastiano Ardita 'Cosa nostra S.p.A .il procuratore della Repubblica a Catanzaro Nicola Gratteri. "Ci provammo - ha aggiunto - in una commissione nel 2014 che aveva il compito di fare delle riforme di 'superficie'. Ma nemmeno quelle passarono. Passo' solo quella del processo a distanza, che consente un risparmio di 70 milioni di euro l'anno, limitando a zero il rischio di evasioni. Solo per questa riforma gli avvocati fecero cinque giorni di sciopero".