Congresso Pd Vibo, Soriano: "La partita è finita, basta polemiche"
"La politica ha delle regole non scritte che è sempre bene non oltrepassare. L’ho imparato sulla mia pelle nel corso di questi 18 lunghissimi anni di militanza nel Partito Democratico. Un congresso è come una partita di calcio, finita la partita si può anche recriminare ma bisogna accettare il risultato. Qualche anno fa anche io non partecipai al congresso provinciale del PD di Vibo, erano altri tempi ed altri soggetti politici, eppure nonostante quella mia scelta in seguito diventai, dopo un periodo di pausa dalla vita attiva del partito, uno di quelli che maggiormente ha aiutato Enzo Insardà nella rifondazione del Partito dopo il grande esodo di una parte di esso". A scriverlo è Stefano Soriano, consigliere comunale del Pd, a margine delle polemiche sul congresso cittadino, sviluppatesi nelle scorse ore. "Io che non lo avevo votato -ha detto ancora Soriano riferendosi a Insardà - l’ho aiutato a ricostruirlo ed a riportarlo nella discussione politica della città molto più di coloro che lo avevo sostenuto e dopo abbandonato. Dico questo perché spesso dai congressi nascono pluralità di visioni ma la pluralità che ne deriva, cosi come ribadito di recente dal nostro segretario regionale Nicola Irto, costituisce la ricchezza della comunità democratica, e è lo strumento per fare sintesi".
Auguri ai Segretari eletti
"Oggi il segretario della città di Vibo Valentia è Francesco Colelli e quello della Federazione Provinciale è Giovanni Di Bartolo ed a loro vanno i miei migliori auguri affinchè possano fare un buon lavoro perché il nostro avversario, politico, non è quello che abbiamo avuto contro o che non abbiamo condiviso durante questi congressi bensì il centrodestra che governa ininterrottamente questa città dal lontano 2010. Ai compagni che non si sono ritrovati nella mozione e nella visione di città di Francesco Colelli -ha evidenziato ancora Soriano - dico che la partita è finita e l’arbitro ha fischiato. Basta polemiche inutili e basta valutazioni politiche lontane dalla realtà che possono solo danneggiare un’immagine già debole del Partito Democratico. Tutti insieme, abbassando i toni e pensando sempre che dietro l’avversario c’è sempre una persona, lavoriamo per offrire un’alternativa politica credibile rispetto ad un centrodestra in cui non ci riconosciamo. Chiudo questa mia riflessione con una frase di Gaber. “La politica è spinta, è voglia di cambiamento reale, di pensare a noi stessi, a come vorremmo essere, alle nostre pulsioni, ai nostri desideri. Se partiamo da queste cose la politica può diventare molto appassionante. Non la politica dei giochi dei rapporti di forza, ma la politica nel senso del pensiero inteso da Platone, della filosofia, dell’uomo. Significa avere un progetto che va anche oltre noi stessi per arrivare ai nostri figli e a chi verrà dopo di loro”. Ecco perché a tutti dico guardiamo avanti".
