Maxi processo "Maestrale-Carthago": Cesare Pasqua assolto da ogni accusa
Il Tribunale di Vibo ha scagionato l’ex dirigente dell’Asp, coinvolto nell’inchiesta della Dda. Per i giudici "il fatto non sussiste": cade l'impianto accusatorio su corruzione e legami con i clan
Si è chiuso con un’assoluzione piena il capitolo giudiziario che vedeva protagonista Cesare Pasqua, 77 anni, ex vertice del Dipartimento Prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia. Al termine del processo di primo grado scaturito dall’imponente operazione "Maestrale-Carthago", il collegio giudicante del Tribunale di Vibo Valentia ha emesso un verdetto che spazza via le pesanti contestazioni mosse dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
La formula utilizzata dai magistrati, "il fatto non sussiste", non lascia spazio a interpretazioni e riabilita totalmente la posizione del professionista nicoterese, difeso dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Vincenzo Pasqua.
La vicenda aveva avuto inizio nel settembre del 2023, quando Pasqua era stato raggiunto da una misura cautelare agli arresti domiciliari. Un calvario durato mesi, conclusosi solo lo scorso aprile con la revoca della custodia cautelare, decisa dal tribunale presieduto dal giudice Rossella Maiorana proprio nelle battute finali del dibattimento. Con la sentenza odierna, si archivia – almeno in primo grado – una vicenda che aveva scosso profondamente gli ambienti della sanità locale.
L’impianto costruito dagli inquirenti ipotizzava un coinvolgimento di Pasqua in dinamiche criminali di alto profilo. Le accuse, che andavano dal concorso esterno in associazione mafiosa allo scambio elettorale politico-mafioso, fino alla corruzione e alla minaccia aggravata, tratteggiavano un dirigente pubblico asservito agli interessi delle potenti consorterie del Vibonese, in particolare dei Mancuso di Limbadi e dei Fiarè di San Gregorio d’Ippona.
Cuore del dibattimento era stata la gestione degli appalti per le mense ospedaliere di Vibo, Tropea e Serra San Bruno. Secondo la tesi della Procura, Pasqua avrebbe manipolato procedure amministrative, controlli e sequestri per favorire l'imprenditore Domenico Colloca, in cambio di supporto elettorale per la candidatura del figlio alle regionali del 2020.
Tuttavia, il confronto nel processo ha prodotto un esito radicalmente opposto alle tesi dell’accusa. Dopo circa quattro ore di camera di consiglio, il Tribunale ha sancito l'estraneità di Pasqua ai fatti contestati.
