‘Ndrangheta a Lamezia, confiscati villa e auto per un valore di 250mila euro (NOME)
Il provvedimento eseguito dalla Guardia di finanza è stato emesso dal tribunale di Catanzaro su richiesta della procura distrettuale
I finanzieri di Lamezia Terme hanno eseguito una confisca dei beni appartenenti ad un presunto esponente di rilievo della criminalità organizzata locale. Si tratta di a Pasquale Gullo, 46 anni, ritenuto affiliato alla cosca “Cerra-Torcasio-Gualtieri”, attualmente in carcere perché arrestato nell’ambito dell’operazione “Dionisio” del 31 gennaio scorso. Il provvedimento della magistratura è stato emesso dal Tribunale di Catanzaro su richiesta del Procuratore distrettuale antimafia. Secondo gli inquirenti le risorse patrimoniali sarebbero state ottenute grazie alle attività illecite o, comunque, il loro possesso sarebbe ingiustificato: i sigilli sono così scattati a beni per un valore stimato in oltre 250 mila euro.
Le indagini. L'attività investigativa ha messo in luce la presunta pericolosità sociale di Pasquale Gullo così come la sua appartenenza ad una agguerrita organizzazione ‘ndranghetistica e la dedizione al compimento di reati gravi, dei cui proventi avrebbe vissuto, anche in modo agiato, per diversi anni. Alla confisca si è giunti dopo delle indagini di polizia economico-finanziaria, tese proprio ad aggredire i patrimoni illeciti conseguiti dagli appartenenti alla criminalità organizzata e derivanti dalle svariate attività criminali compiute negli scorsi anni. I finanzieri lametini, dopo aver svolto le investigazioni volte ad evidenziare gli aspetti criminali del soggetto, hanno concentrato la loro attenzione sul patrimonio che era riuscito a realizzare e che hanno portato ad apporre i sigilli ad una villa in città (risultata nella disponibilità dell’uomo nonostante fosse intestata formalmente alla moglie) e ad un’autovettura.
Gli accertamenti patrimoniali. I beni confiscati risultano essere di un valore del tutto sproporzionato ed ingiustificato rispetto ai redditi leciti dichiarati ed al tenore di vita dell’indiziato. L’operazione di oggi, fanno sapere i finanzieri “rientra in un più vasto dispositivo di contrasto alla criminalità organizzata, predisposto dal procuratore della Dda e conferito al comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, attraverso il quale si tende, oltre che ad accertare i vari gravi reati commessi, soprattutto a privare gli autori dei crimini di ogni provento illecito, indebitamente conseguito, molte volte, a prezzo di efferati delitti”.
