Sel, Galati difende Colelli e Minniti e getta acqua sul fuoco
Il segretario provinciale prova ad abbassare il polverone sollevato dalle dichiarazioni di dirigenti che hanno preferito l'anonimato
Prova a gettare acqua sul fuoco il segretario di Sel Alfonso Galati. E lo fa tentando di smentire il contenuto di un articolo che riporta le parole non inventate dal giornalista, ma pronunciate da più di un dirigente della sua compagine. Questa la difesa d'ufficio: "
Stupisce non soltanto il contenuto, ma anche il lessico di un articolo pubblicato da alcuni giornali e basato su indiscrezioni. Per fugare ogni dubbio chiarisco che in SEL non esiste alcuna resa dei conti, non ci sono spoglie da dividersi, non ci sono truppe armate e soprattutto non ci sono compagni additati di alcuna responsabilità. Nello specifico Francesco Colelli e Antonio Minniti sono due compagni stimati che hanno il riconoscimento del partito. Non ci sono gruppi o fazioni che rispondano a contrapposte posizioni e soprattutto nessuno all’interno del partito ha mai destinato strali nei confronti di qualcuno. Detto questo, SEL rivendica con orgoglio di essere un partito in cui si riuniscono ancora gli iscritti e i gruppi dirigenti nelle sedi preposte per discutere e confrontarsi sui temi della politica e anche dell’organizzazione interna, senza ricorrere ad interpretazioni mediatiche. Difendiamo il nostro protagonismo sia durante le elezioni regionali che comunali e i compagni che in prima persona sono scesi in campo. Franco Sammarco, Antonio Minniti e Francesco Colelli, insieme ai tanti altri, iscritti e/o simpatizzanti che si sono candidati nelle rispettive liste comunali, hanno il riconoscimento di tutto il partito. Le discussioni e i ragionamenti interni sono sempre stati racchiusi in un contesto di democrazia dialettica ma con il rispetto assoluto delle diverse soggettività. Peraltro il nostro è un partito in cui non abbiamo fatto mai la conta tra iscritti e non iscritti, proprio perché non abbiamo mai voluto propendere verso la forma partito rispetto alla forma movimento. Stupisce quindi che in un momento particolare della vita di SEL, in cui l’Assemblea Nazionale tenutasi il 16 gennaio decide di non avviare la campagna di tesseramento 2016, a Vibo Valentia venga fuori una polemica, decisamente fuori luogo, sulla mancata iscrizione di alcuni compagni che tanto si sono spesi per il partito.
Lontani da sterili polemiche, riteniamo in questo momento necessario concentrare le nostre energie nella costruzione del nuovo soggetto politico della sinistra, in cui è importante la presenza di tutti coloro che su questo territorio combattono ancora per gli ideali di giustizia ed uguaglianza sociale. Il gruppo dirigente di SEL con i suoi giovani si mette a disposizione per aprire un ragionamento serio su questo territorio, che proietti la sinistra verso traguardi più consoni alla propria storia, oltre le legittime posizioni personali e lontano dalle “indiscrezioni” mediatiche".
