“Alquanto debole ed inidonea quale controdeduzione, – continua la nota – visti gli elementi chiari ed incontrovertibili che la scrivente parte politica ha, invece, riportato al fine di consentire ai cittadini di conoscere la verità. Quella verità che emerge dagli atti giudiziari e dagli atti amministrativi, compreso il decreto che impone le misure straordinarie da adottare per rientrare dal dissesto in cui, di fatto, versa il comune di Vibo Valentia. Un dissesto che, nei fatti, è stato accertato dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti Corte e che, peraltro, è stato riconosciuto dallo stesso Ministero dell’Interno allorquando, per il tramite del sopra menzionato Decreto afferente le misure straordinarie, richiama le norme relative al dissesto degli enti locali.”
“E così, a proposito di tale decreto, stanti le altezzose dichiarazioni del Sindaco, è appena il caso di rendere noto ai cittadini in cosa consistono tali misure straordinarie. L’elenco delle stesse, in particolare, è contenuto nell’allegato a) del decreto ministeriale in questione e, tuttavia, sul sito istituzionale dell’ente, di detto allegato sembra non esservene traccia o quantomeno risulta difficile individuare il percorso per visionarle. Per dovere di trasparenza, si allegano, quindi, alla presente nota cosicché chiunque possa prendere coscienza di quanto sarà costretto a pagare per almeno altri dieci anni a causa dell’incapacità politico-amministrativa dell’amministrazione Limardo, rea, tra l’atro, di non aver saputo individuare per tempo ed autonomamente la soluzione idonea a superare la fase di grave crisi economica, mantenendo la città in uno stato di dissesto senza soluzione di continuità”, affermano i centristi.
“La Limardo sostiene, ancora, – prosegue la nota – che dove non è arrivato Palazzo Luigi Razza (riconoscendo implicitamente di non aver saputo agire per risanare i conti pubblici) è, comunque, arrivata la politica, come a dire che il comune di Vibo Valentia avrebbe avuto delle agevolazioni economiche perché appartenente ad una certa area politica. Ora, a parte il fatto che le misure straordinarie imposte dal MI non rappresentano né un miracolo né una grazia ricevuta dalla politica ma semplicemente un atto normativamente imposto per superare lo stato di dissesto in cui versa il comune di Vibo Valentia, vorremmo ricordare alla Limardo che le sue dichiarazioni lasciano intendere che lo Stato agirebbe facendo distinzioni tra i comuni appartenenti all’area politica che è a capo del governo dai comuni non appartenenti a quell’area. Invero, così non, è perché nel caso di specie è stata applicata semplicemente la legge, che, lo rammentiamo al Sindaco, ha efficacia erga omnes.”
“E così, anche in relazione all’accordo stipulato dal Comune di Vibo Valentia con il Governo per poter accedere ad un contributo, è doveroso ricordare che nessun intervento politico vi è stato per favorire il comune di Vibo Valentia. Semplicemente delle norme prevedono la possibilità per i comuni in dissesto di accedere ad un contributo che, in ogni caso, deve essere restituito in buona parte attraverso fondi da recuperare con l’aumento dell’aliquota IRPEF, la riduzione dei costi per la politica (poco male…forse ci poteva pensare autonomamente questa amministrazione), la riduzione dei fitti passivi e tante altre misure inserite nell’accordo medesimo e che, in ogni caso, graveranno sui cittadini”, sottolinea il gruppo.
“Detto tutto ciò per dovere di trasparenza e serietà, lasciamo al Sindaco la convinzione di sentirsi così superiore da provare tenerezza nei confronti della scrivente parte politica. D’altra parte, è oramai oltremodo evidente che i suoi maldestri tentativi di mistificare la realtà non facciano più alcuna presa”, conclude la nota.
Vibo e la "salvezza" del Comune. I partiti di centro: "Sindaco bugiardo"
