Tribunale Vibo convalida arresto 49enne di Pizzo e lo rimette in libertà
Il Tribunale di Vibo Valentia presieduto dal giudice Alberto Filardo ha convalidato l'arresto operato sabato dai carabinieri della Stazione di Pizzo Calabro, diretti dal maresciallo Paolo Fiorello, nei confronti di Domenico Pardea, 49 anni, detto “U Ranisi”. Al tempo tesso, però, il Tribunale, in accoglimento delle richieste difensive degli avvocati Gaetano Scalamogna e Rocco Barillaro, ha disposto per lo stesso l'immediata scarcerazione senza alcuna misura, fissando l'inizio dl processo per il 18 febbraio prossimo. Violazione della sorveglianza speciale l'accusa mossa a Pardea, sorpreso dai militari dell’Arma al bar a bere un caffè unitamente ad altri soggetti pregiudicati, cosa vietatagli dal regime della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza alla quale è sottoposto. Il pm in sede di convalida dell'arresto aveva chiesto il mantenimento degli arresti domiciliari, mentre la difesa aveva sottolineato al Tribunale l'occasionalità della condotta del Pardea.

Il 22 luglio 2015, Domenico Pardea - originario di Vibo Valentia ma residente a Pizzo - era stato assolto dal Tribunale di Vibo Valentia dall’operazione antimafia denominata “Never Ending” condotta nel 2013 dalla Squadra Mobile di Catanzaro diretta da Rodolfo Ruperti, con il coordinamento dell’allora procuratore della Dda Giuseppe Borrelli. Al centro del procedimento, un presunto tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore di Pizzo Calabro, Francesco Vinci, divenuto poi testimone di giustizia. Unitamente a Pardea, il Tribunale di Vibo ha assolto anche altri 4 imputati. Nei confronti di Domenico Pardea, il pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, aveva chiesto 7 anni e 6 mesi di reclusione. (g.b.)
