Droga dalla Colombia alla Calabria, estradizione negata al narcos "Rasgao"
La Corte Suprema di giustizia colombiana ha negato l'estradizione la boss del narcotraffico Rafael Ivan Zapata Cuadros, detto Rasgao, 64enne paramilitare legato al gruppo terroristico delle Autodefensas Unidas de Colombia accusato dell'importazione in Italia di oltre 3 tonnellate di cocaina. La risposta era attesa da qualche settimana dal Tribunale di Catanzaro. Il ruolo di "Rasgao" era infatti venuto alla luce nell'ambito dell'operazione "Decollo-ter", condotta nel 2005 dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che aveva svelato un "vasto e ramificato traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, condotto su scala mondiale da un'associazione transnazionale composta da colombiani, italiani, spagnoli, venezuelani e australiani". Tra gli imputati rinviati a giudizio, dal gip di Catanzaro, presso il Tribunale di Vibo Valentia, vi era anche il narcos sudamericano, già detenuto in Colombia e impossibilitato a partecipare per legittimo impedimento al processo, sospeso in attesa dell'estradizione. La prossima udienza è prevista per il 20 maggio.
Contro di lui anche le dichiarazioni di Bruno Fuduli, ex collaboratore di giustizia ed ex infiltrato dei carabinieri dei Ros di Catanzaro che il 19 novembre 2019 è stato trovato suicida nella sua casa di Vibo Valentia. Grazie alle sue dichiarazioni, nel 2004 la Dda di Catanzaro riuscì a concludere l'operazione «Decollo» che portò a centinaia di arresti tra Venezuela, Colombia, Australia e diverse regioni italiane. "Stiamo aspettando le determinazioni della Corte Suprema di giustizia colombiana e del ministero della giustizia - ha detto all'Ansa l'avvocato Alexandro Maria Tirelli dell'International Lawyers Associates, che nutre dubbi sulla possibilità di utilizzare le confessione fiume di un pentito nel frattempo suicida in carcere -. Dovranno verificare se la richiesta di estradizione dell'Italia è legittima senza che sia possibile portare alla sbarra degli imputati il principale accusatore del mio cliente".
