Falsi braccianti, denunciate in stato di libertà quasi 1500 persone
Passati al setaccio le attività degli ultimi 6 anni di 31 aziende agricole, alcune non esistenti. Tra i denunciati molti pregiudicati vicini ai clan
Quasi 1500 persone sono denunciate in stato di libertà dai carabinieri della compagnia di Locri per reati contro l'Inps. Tutti sono accusati a vario titolo di concorso in peculato, falsità ideologica commessa in atto pubblico e truffa aggravata e continuata.
L'indagine I carabinieri hanno passato al setaccio le attività degli ultimi 6 anni di 31 aziende agricole, alcune delle quali di fatto non esistenti, cui facevano capo, complessivamente, oltre 1400 dipendenti. Dal confronto fra documenti e dichiarazioni rilasciate dai presunti lavoratori, sono emerse numerose incongruenze che evidenziano come tutti i rapporti di lavoro siano stati denunciati al solo fine di far percepire ai soggetti interessati indebite prestazioni assistenziali e/o previdenziali erogate dall’Inps, oltre che per ottenere finanziamenti europei, con un danno erariale di 11.122.596.
Quadro preoccupante Questo, infatti, lo scenario ricostruito dai carabinieri dopo quasi due anni di indagini dirette dalla procura di Locri: agricoltori che non conoscono l’ubicazione o la conformazione di terreni sui cui avrebbero lavorato per anni; lavoratori che attestano l’impiego in allevamenti di fatto privi di bestiame; operai alle dipendenze di datori di lavoro e con colleghi di cui non ricordano i nomi; assenza di documentazione sulle attività imprenditoriali delle aziende; terreni incolti che sulla carta risultano floridi vigneti e uliveti.
Vicini alle cosche Fra gli iscritti nel registro degli indagati anche numerosi pregiudicati, alcuni dei quali ritenuti soggetti di spicco di alcune importanti ‘ndrine che operano nella locride. Gli inquirenti non escludono ulteriori sviluppi investigativi finalizzati a verificare il grado di condizionamento esercitato dalla criminalità organizzata.
