Sretta delle forze dell’ordine contro la “mala movida” nella città costiera: due giovani di 20 e 29 anni, entrambi residenti a Catanzaro, sono stati destinatari del cosiddetto “Daspo Willy”, a seguito di una violenta aggressione avvenuta nei giorni scorsi in un noto locale estivo del litorale.

L’episodio, che ha visto i due autori colpire brutalmente due coetanei – rimasti feriti in modo serio – ha richiesto l’intervento tempestivo delle forze di Polizia, le quali, grazie a una rapida attività investigativa, sono riuscite a ricostruire l’accaduto e a identificare i responsabili.

Nonostante il deferimento dei due aggressori in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria, il Questore di Catanzaro ha ritenuto opportuno adottare misure immediate, firmando il divieto di accesso ai locali pubblici (D.A.C.Ur.) noti come “Daspo Willy”, misura introdotta per contrastare fenomeni violenti legati alla vita notturna e rafforzata a seguito dell’uccisione del giovane Willy Monteiro Duarte nel 2020.

Il provvedimento impedisce ai due soggetti di frequentare per 36 mesi bar, discoteche, locali notturni e qualunque esercizio di intrattenimento ubicato nell’area in cui si è verificata l’aggressione. Vietato anche lo stazionamento nelle immediate vicinanze dei locali interessati.

La decisione è stata motivata dalla pericolosità sociale dei due individui, già noti alle forze dell’ordine per numerosi precedenti di polizia. In particolare, uno di loro era già sottoposto a Sorveglianza Speciale e a un divieto di ritorno in un altro comune della provincia.

Il Questore ha sottolineato che tali comportamenti rappresentano una minaccia concreta alla sicurezza pubblica e possono innescare ulteriori fenomeni di criminalità nella zona della movida. I destinatari del Daspo sono stati inoltre avvisati che la violazione del provvedimento costituisce reato penale, punibile con la reclusione da uno a tre anni e multe salate. Con questa azione decisa, la Questura di Catanzaro ribadisce il proprio impegno nella tutela della sicurezza urbana, per garantire che i luoghi del divertimento non si trasformino in scenari di violenza gratuita.