Corruzione, spaccio e traffico di sim in carcere: la Dda chiede dodici condanne in Appello (NOMI)
Ribaltamento totale per le assoluzioni in primo grado dell'inchiesta "Open Gates". Il pg invoca pesanti sanzioni per agenti della penitenziaria e sodali dei clan
Una requisitoria durissima che mira a scardinare il verdetto di primo grado e a ripristinare l'impianto accusatorio originario firmato dalla Direzione distrettuale antimafia. Nel processo d’appello scaturito dalla celebre inchiesta “Open Gates”, il sostituto procuratore generale Veronica Calcagno ha formalizzato dodici pesanti richieste di condanna nei confronti di altrettanti imputati giudicati con il rito abbreviato. Al centro del dibattimento, l'esistenza di un vero e proprio sistema illegale radicato all'interno della casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro.
Secondo le ricostruzioni della magistratura inquirente, la struttura penitenziaria era stata trasformata in un fulcro operativo gestito da due distinti gruppi criminali. Il primo cartello era specializzato nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti destinate alla popolazione detenuta; il secondo, invece, governava il redditizio mercato clandestino delle schede telefoniche sim e dei telefoni cellulari, strumenti fondamentali per mantenere vivi i collegamenti tra i boss reclusi e i clan del territorio. Un meccanismo oliato che – secondo l'accusa – avrebbe visto la complicità attiva o la compiacenza di appartenenti alla Polizia penitenziaria, oltre alla fitta rete logistica garantita da parenti e amici dei ristretti.
Le contestazioni e l’affondo sul Regolamento Penitenziario
Il fulcro dello scontro giuridico si concentra sulle quattro assoluzioni pronunciate il 25 giugno dello scorso anno dal giudice di prime cure, per le quali il magistrato della Dda ha chiesto un totale ribaltamento in condanna. Sotto la lente della Procura è finita in particolare la posizione dell'assistente capo Domenico Sacco. Per l'accusa, il verdetto assolutorio precedente si fonderebbe su interpretazioni parziali delle intercettazioni, ignorando sistematicamente le rigide disposizioni dell'ordinamento penitenziario.
La Procura ha sottolineato come l'agente si fosse stabilmente posto al servizio di sodalizi di spicco della criminalità organizzata campana e siciliana (tra cui i clan Gionta-D'Alessandro e le storiche famiglie di Corso dei Mille di Palermo), agevolando l'ingresso di pacchi mai sottoposti ai dovuti controlli di sicurezza in cambio di somme di denaro o favori futuri. Condotte che, per l'organo d'accusa, non rappresentano semplici episodi corruttivi isolati, ma integrano pienamente la fattispecie del concorso esterno in associazione mafiosa, finalizzato a mantenere solido il vincolo associativo anche in stato di detenzione.
L'inchiesta non si ferma all'introduzione di beni vietati. La Dda ha riacceso i riflettori anche su una serie di gravi anomalie gestionali all'interno del carcere, qualificando come vere e proprie evasioni camuffate quelli che formalmente venivano registrati come permessi o trasferimenti ("viaggi fuori porta"). Un quadro di totale alterazione delle regole democratiche e di sicurezza interne, su cui la Corte d'Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Alessandro Bravin, sarà chiamata a pronunciarsi dopo la sessione dedicata alle arringhe difensive, fissata a partire dal prossimo 14 luglio.
ELENCO IMPUTATI E RICHIESTE DI PENA
Di seguito viene riportato l'elenco ufficiale dei dodici imputati associato esclusivamente alle richieste sanzionatorie formulate dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello:
- Domenico Sacco: 13 anni di reclusione
- Maurizio Corasaniti: 20 anni di reclusione
- Giada Pino: 20 anni di reclusione
- Riccardo Gaglianese: 20 anni di reclusione
- Francesco Paolo Clemente: 6 anni di reclusione
- Leonardo Clemente: 6 anni di reclusione
- Rosalia Orlando: 6 anni di reclusione
- Francesco Viapiana: Conferma della condanna di primo grado (7 anni e 9 mesi)
- Michael Stephen Castorina: Conferma della condanna di primo grado (2 anni e 6 mesi)
- Francesco Solimberto: Conferma della condanna di primo grado (1 anno e 6 mesi)
- Sandra Santino: Conferma della condanna di primo grado (1 anno e 4 mesi)
- Domenico Catalano: Conferma della condanna di primo grado (8 mesi)
Le prossime tappe e le parti civili
Il quadro accusatorio si completa con la forte opposizione dei collegi difensivi pronti a dare battaglia e a smontare i presupposti del ricorso della Procura a partire dal prossimo 14 luglio. Nel processo rimangono saldamente costituite come parti civili il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e l'Amministrazione Comunale di Catanzaro, i quali reclamano il danno d'immagine e istituzionale patito
