Fine di un incubo giudiziario: sindaco assolto con formula piena (NOME e FOTO)
L'inchiesta aveva scosso la Calabria. Crolla l'accusa infamante: il centro d'accoglienza non era un bancomat di famiglia. Per i giudici «il fatto non sussiste»
Il tribunale di Palmi ha messo la parola fine a una delle vicende giudiziarie più discusse della Piana, decretando l’assoluzione con formula piena — perché il fatto non sussiste — per Orlando Fazzolari, sindaco di Varapodio. Si chiude così, dopo cinque anni di dibattimento, l’inchiesta denominata "Cara Accoglienza", che nel 2019 aveva scosso il piccolo comune aspromontano.
Le accuse formulate dalla Procura erano pesanti: falso ideologico, abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e corruzione. Secondo l’ipotesi accusatoria, il centro di accoglienza per richiedenti asilo, allestito nel 2017 presso l'agriturismo "Villa Cristina", sarebbe stato utilizzato da Fazzolari come uno strumento di potere personale e politico. Gli inquirenti ipotizzavano la stipula di convenzioni con ditte "amiche" senza autorizzazione del Consiglio, conflitti d'interesse con la cooperativa Itaca e persino il "pagamento" della fedeltà di un consigliere comunale tramite bonus salariali.

L’aspetto più mediatico dell'inchiesta riguardava presunte forniture gonfiate di abbigliamento per ottenere in cambio scarpe e vestiti di marca per i familiari del sindaco, anziché per i migranti. Un castello accusatorio che includeva anche funzionari della Prefettura di Reggio Calabria, accusati di aver chiuso un occhio durante i controlli.
Tuttavia, il dibattimento ha smontato ogni addebito. «Dopo cinque anni di calvario e dopo essere stato distrutto mediaticamente, finalmente è stata scritta la parola fine: assolto», ha dichiarato un commosso Fazzolari dopo la lettura del dispositivo. Il sindaco ha rivolto un ringraziamento ai propri legali, gli avvocati Ettore Tigani e Antonio Barrile, e a quanti hanno continuato a credere nella sua integrità e alla correttezza del proprio operato.
