Si accende lo scontro tra due leader politici: Matteo Renzi di Italia Viva e Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle. Non se le mandano a dire i due ex premier, impegnati nella campagna elettorale in vista del voto della prossima settimana.

Conte, in tour in Sicilia, ha invitato Renzi a “venire a parlare al Sud del Reddito di cittadinanza senza scorta”. Immediata la replica: "Siamo in una fase in cui avremmo dovuto fare tutto tranne che una campagna elettorale e ci siamo perché Conte ha pensato che se si andava voto ora, salvava la pelle e sta facendo una campagna non solo populista ma clientelare sul reddito di cittadinanza", ha detto il leader di Italia Viva.

Renzi ha poi contrattaccato: "Sapete cosa ha detto oggi a Palermo? Ha detto 'Renzi venga senza scorta' a parlare del reddito di cittadinanza. Cosa stai facendo Conte? Minacci la violenza fisica? Ti devi vergognare, sei un mezzo uomo, abbi il coraggio di fare un confronto civile. Questo è linguaggio mafioso".

Il botta e risposta non è finito qui: "L'unica vera minaccia è quella che Renzi rivolge ogni giorno verso chi è in gravi difficoltà economiche e non arriva neppure a metà mese. La smetta con le furbizie e non stravolga le cose. Non scambi per un invito alla violenza l'appello che gli rinnovo: si confronti senza filtri con il mondo reale e ascolti la voce di chi non ha niente".

“Renzi parla di vergogna. Ma se non si vergogna lui, senatore della Repubblica, che si è fatto pagare dagli arabi e ha fatto una marchetta sul Rinascimento Saudita, possono vergognarsi le persone che prendono il reddito di cittadinanza? Lui prende 500 euro al giorno", ha poi attaccato nuovamente da Agrigento il leader del Movimento 5 Stelle. Poi, parlando ai cittadini, Conte ha ribadito il concetto: "Secondo voi, tutte queste persone che applaudono prendono tutte il Reddito di cittadinanza? Renzi deve fare una cosa, venga, finalmente senza scorta, in mezzo alla gente a parlare, ad esporre le sue idee. Venga a dire che in Italia non occorre un sistema di protezione sociale. Venga a dirlo e non si nasconda".