"Unità delle forze progressiste", l'altro Pd insorge contro Censore, Mirabello e Insardà
"La decisa linea indicata dal commissario circa le possibilità e i limiti dell’azione politica del PD dopo le azioni di portare il PD al di fuori del suo naturale perimetro progressista e di centrosinistra, impone ad ognuno di noi una profonda riflessione sulle ragioni che devono tenere insieme le varie sensibilità che nel partito hanno tutte pieno diritto di cittadinanza . In questo momento particolare, delicato e denso di incognite, più è alta la rappresentanza, maggiore deve essere la responsabilità. Questa è la richiesta che proviene da tutti gli ambienti e attraversa la città e il PD ; questa, secondo me, deve essere la risposta di una classe dirigente capace di affrontare una grande opera di ricostruzione e di rigenerazione amministrativa e politica che deve seppellire ogni divisione per ritrovarsi in un patto condiviso con spirito aperto e senza pregiudizi. Le prove muscolari evidenziano solo la carenza di iniziativa politica e la subordinazione del progetto PD a logiche che non ci appartengono". Questo il contenuto di una nota di Pino Ceravolo, in rappresentanza delle forze del Pd alternative al trio Mirabello-Censore-Insardà
"All’interno del PD - ha aggiunto Ceravolo - si è discusso con forze progressiste, di sinistra, movimenti e associazioni che hanno condiviso la proposta di partire dal PD per andare altre il PD e ricostruire alleanze in forte discontinuità con la negativa gestione della destra. Questo comportamento è stato seguito anche dal coordinamento cittadino secondo la linea stabilita dal commissario e, dopo il necessario confronto, ha indicato un candidato che rispondeva ai requisiti di collocazione politica coerente nel campo largo del centrosinistra dando mandato al segretario di eseguire la volontà del partito espressa unanimemente. Si è operato purtroppo in modo difforme vanificando alleanze e convergenze; si è rimessa in discussione la linea del partito, praticandone una diversa e fuori dal partito. Dobbiamo ora promuovere incontri aperti e rispettosi per riannodare fili spezzati, e ricostruire quel che si è affievolito o disperso mettendo insieme le nostre idee per una città ferita da troppe situazioni di disagio familiare, esistenziale, culturale ed economico. Dobbiamo ripartire dalle urgenze e dalle ragioni dello stare insieme con le nostre idee di centrosinistra e le forze sociali disponibili ad ogni utile apporto per svelenire la vita della nostra città colta, aperta e gentile; con la nostra gente con la quale vogliamo condividere speranze e proposte per convincere e appassionare. Dobbiamo bandire tentazioni di cartelli elettorali e costruire una coalizione di centrosinistra e realizzare un programma di centrosinistra. Nello spirito di quanto ha dichiarato il segretario nazionale, la parola d’ordine è “ Unità delle forze progressiste “. Questo il contenuto di una nota di Pino Ceravolo, in rappresentanza delle forze del Pd alternative al trio Mirabello-Censore-Insardà
