Presunto caso di malasanità in Calabria: esposto in Procura
La Procura della Repubblica di Catanzaro è stata chiamata a fare luce sul decesso di un paziente, il signor Guglielmo, avvenuto lo scorso 8 ottobre 2025 presso l'Azienda Ospedaliera "Pugliese". I figli del defunto hanno formalmente sporto querela, attraverso l'avvocato Francesco Pitaro, avanzando il grave sospetto di un episodio di presunta malasanità che avrebbe causato la morte del loro congiunto.
Al centro della denuncia vi è un intervento chirurgico d'urgenza che, secondo la tesi dei familiari, si sarebbe rivelato non solo inutile, ma addirittura il fattore determinante nel fatale deterioramento delle condizioni di salute del paziente.
Secondo quanto ricostruito nell'atto legale, Guglielmo era stato ricoverato in Medicina d'Urgenza il 22 settembre 2025 in seguito a un malore. Il giorno seguente, l'esito di una TAC avrebbe portato alla diagnosi verbale di "perforazione dell'intestino", motivando la decisione di sottoporre immediatamente il paziente a un'operazione chirurgica.
La svolta inattesa e drammatica si è verificata al termine dell'intervento: la chirurga avrebbe infatti riferito ai familiari che, in sala operatoria, non era stata riscontrata alcuna perforazione e che l'addome risultava "libero e asciutto", smentendo di fatto la condizione patologica che aveva reso necessario l'atto operatorio d'urgenza.
I querelanti ritengono che l'operazione, eseguita in assenza della causa medica che la giustificava, sia stata la genesi del successivo e inesorabile peggioramento delle condizioni di Guglielmo, culminato nel decesso pochi giorni dopo, l'8 ottobre. Sottolineano, inoltre, il trasferimento del paziente nel Reparto di Chirurgia a ben tre giorni di distanza dall'intervento.
I figli di Guglielmo hanno perciò sollecitato gli inquirenti ad acquisire la documentazione clinica completa e a svolgere ogni accertamento utile per individuare e perseguire coloro che, a causa di una "condotta negligente, imperita e illegale", avrebbero causato la morte del loro caro. L'obiettivo è fare piena luce sulle responsabilità professionali e riservare la possibilità di costituirsi parte civile in un eventuale processo penale.
