Pronta l'investitura di Insardà in un'assemblea dei circoli con mezzo partito fuori dai giochi. Ma gli uomini di De Nisi reagiscono: "Sia nominato un commissario super partes"

Le correnti del Pd vibonese sono di nuovo sul piede di guerra, armate l'una contro l'altra. Conclusa la fase di studio, in vista dei congressi, ecco che la partita a scacchi tra opposte fazioni torna ad entrare nel vivo. Le dimissioni a quanto pare confermate dal segretario provinciale Michelangelo Mirabello ( incompatibile con il ruolo) nelle mani del massimo responsabile regionale del partito Ernesto Margorno aprono ufficialmente la fase delle assemblee.

Prove muscolari. Dovrebbero riprendere in settimana entrante, verosimilmente nella giornata di venerdì, le prove muscolari dei Censoriani. L'obiettivo, conclusa l'era Mirabello che durava dal congresso provinciale del 2013, è quello di arrivare alla nomina per acclamazione di Vincenzo Insardà come commissario bypassando la stagione dei congressi. In tal senso vi sarebbero in queste ore pressioni forti sul segretario calabrese del Pd. Ma l'antifona è stata subito compresa dagli uomini di Francesco De Nisi.

Francesco De Nisi

La reazione. Nel pomeriggio di ieri è stato Giuseppe Di Sì, componente dell'organo di garanzia, a chiarire quale dovrà essere la strada da seguire. E lo ha fatto rivolgendosi al massimo responsabile calabrese dei democrat. “Dopo aver appreso delle dimissioni del segretario provinciale Michelangelo Mirabello - ha detto Di Sì alla Gazzetta del Sud – chiedo al segretario regionale di intervenire commissariando il partito con una figura super partes in attesa della celebrazione del congresso provinciale”. Un messaggio chiaro a chi proverebbe a superare “lo scoglio del confronto” con qualche frettolosa acclamazione in assemblee di parte.


Equilibri che traballano. A tal proposito, nelle scorse ore la macchina organizzativa sarebbe stata messa in moto con l'intento di raccogliere consenso, aggregando quanto più segretari di circolo possibili. E se è vero che ancora deve essere individuata pure la sede della riunione, appare altrettanto innegabile che i “movimenti” degli ultimi giorni sembrano aver convinto il parlamentare Bruno Censore a mobilitare i suoi adepti, tra Serra e Ricadi. Da capire, come reagirà alla mossa il gruppo democrat cittadino, convinto di dover rivendicare la centralità del capoluogo in occasione della prossima fase congressuale. Il fatto che la scelta sia ricaduta su Insardà è certamente una prima importante concessione. L'autonomia di cui godranno i nuovi organi provinciali è invece tutta da verificare.


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