Discarica dei veleni, il parroco: "Qui la gente continua ad ammalarsi di tumore"
"La vita umana - ha detto il sacerdote - deve venire prima di tutto e la tutela della salute va, pertanto, considerata come una priorità assoluta"
Sulla ex fornace “La Tranquilla”, dove come ha portato alla luce l’inchiesta portata avanti dalla a procura della Repubblica di Vibo Valentia tra il 2009 e il 2001, sono stati interrati tonnellate di rifiuti pericolosi, ha fatto sentire la sua voce don Mimmo Dicarlo, parroco della Basilia Cattedrale di Mileto.
L'allarme. “La gente ogni giorno - afferma il parroco - si ammala e muore di tumore, solo a Mileto ci sono due bambine con gravi patologie di questo tipo che stanno lottando insieme ai loro genitori con tutte le loro forze per uscire dal tunnel e tanti adulti affetti da questo male. Eppure su questa storia regna il silenzio. Quasi non si muove foglia”.
I quesiti. Don Mimmo si è posto anche alcune domande. “Perchè non si interviene? Perché i rappresentanti delle varie istituzioni non fanno quadrato di fronte a questa situazione così drammatica? Perché non si trovano le risorse per procedere, finalmente, alla bonifica di questa area? Qual è il prezzo che dobbiamo ancora pagare? Quanti funerali dobbiamo ancora celebrare prima che ci si renda conto di quanti danni stanno producendo questi veleni ?“
La riflessione. Tutte domande quelle del sacerdote che attendono adesso di ricevere una risposta. Don Dicarlo lo sottolinea con forza: “La vita umana deve venire prima di tutto e la tutela della salute va, pertanto, considerata come una priorità assoluta. Purtroppo, oggi in questa nostra società - rileva il parroco della Cattedrale - contano solo gli interessi economici e alla povera gente non pensa nessuno. Interessi economici che scandalosamente - aggiunge il parroco - vengono prima dei problemi della gente”. Don Dicarlo esprime anche la sua condanna per quanti “non hanno tenuto per nulla in considerazione i danni che questi rifiuti tossici avrebbero inevitabilmente causato alla gente”. La richiesta di don Mimmo è che “non si perda più altro tempo, quell’area va bonificata. La politica deve intervenire e farsi carico dei costi reperendo i fondi necessari. Inoltre, soprattutto chi ha ruoli di responsabilità nell’area interessata, deve alzare forte la voce e fare in modo che su questa storia, finchè non si arriverà ad una soluzione, venga costantemente tenuta alta l’attenzione”.
