Francesco Giurgola, 45 anni di Vibo Valentia, era stato condannato in appello nel gennaio 2013 per intestazione fittizia di beni. Una sentenza passata poi in giudicato - e quindi irrevocabile - in quanto l'uomo aveva deciso di non ricorrere in Cassazione. La sua condanna, a due anni di carcere, era stata stabilita in concorso con Salvatore Morelli e Vincenzo Mantella che, dopo la sentenza, avevano invece fatto ricorso in Cassazione la quale aveva annullato con rinvio per un nuovo giudizio presso la Corte d'Appello. Alla fine del "nuovo" processo Morelli e Mantella erano poi stati assolti.

Per queste ragioni, accogliendo l'istanza dell'avvocato Giuseppe Di Renzo, la Corte d'Appello di Catanzaro (presidente il giudice Gabriella Reillo) ha disposto la revoca della sentenza di condanna nei confronti di Francesco Giurgola considerato che "l'impugnazione degli altri imputati non era fondata su motivi esclusivamente personali ma su ragioni che coinvolgono anche la posizione del Giurgola", elemento che ha consentito di estendere la decisione favorevole anche all'imputato che non aveva presentato il ricorso. Si tratta di una decisione non automatica, e di per sè abbastanza rara, perchè così facendo è stato sostanzialmente e formalmente ribaltato l'esito di una sentenza passata in giudicato.