La corte d'Appello di Genova ha emesso una sentenza "storica" che riconosce per la prima volta l'esistenza del "locale" di 'ndrangheta di Ventimiglia, in provincia di Imperia. Le condanne più pesanti sono state emesse dai giudici  nei confronti di: Giuseppe Marcianò (15 anni e quattro mesi), ritenuto il capo del "locale" di Ventimiglia; del figlio Vincenzo Marcianò (7 anni); Omar Allavena (7 anni); Giuseppe Gallotta (14 anni); Annunziato Roldi (7 anni); Vincenzo Marcianò (nipote di Giuseppe, 7 anni e sei mesi). Assolti: Antonio Palamara (in primo grado era stato condannato a 14 anni); Antonio Barilaro (sette anni in primo grado); Roberto Pellegrino (10 anni e sei mesi in primo grado). Tra i condannati anche l'agente di polizia penitenziaria Enzo Giammicchia, accusato di favoreggiamento per aver portato messaggi tra i fratelli Giovanni Pellegrino, detenuto, e Roberto. L'agente è stato condannato a due anni e due mesi mentre era stato assolto in primo grado.

Assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso l'ex sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino, e l'ex city manager dello stesso Comune, Marco Prestileo. L'accusa aveva chiesto 6 anni di reclusione per Scullino e 7 anni per Prestileo. La Corte ha poi assolto tutti i presunti affiliati al "locale" di 'ndrangheta di Bordighera (famiglie Pellegrino e Barilaro).

L'indagine era nata da un lunga serie di attentati incendiari che tra il 2011 e il 2012 presero di mira auto, moto, furgoni, negozi e imprese. Gli arresti, 15, erano scattati a dicembre 2012. I giudici hanno ordinato anche l'immediata scarcerazione degli imputati detenuti che sono stati assolti.
Per gli altri imputati la Corte d'Appello ha confermato le condanne inflitte in primo grado. Sono stati condannati al pagamento delle spese processuali gli imputati Federico Paraschiva (per il quale e' stata dichiarata l'interdizione perpetua dai pubblici uffici), Stefania Basso e Giammicchia Enzo. Paraschiva e' stato poi condannato in solido con Giuseppe Marciano', Vincenzo Marciano' (classe 1977), Vincenzo Marciano' (classe 1948), Omar Allavena, Giuseppe Gallotta, Annunziato Roldi, Ettore Castellana, Salvatore Trinchera, Giuseppe Scarfo' e Paolo Macri' al risarcimento dei danni delle parti civili Regione Liguria e Comune di Ventimiglia e alla rifusione delle spese (8mila euro nei confronti della Regione e 11mila euro nei confronti del Comune di Ventimiglia).

Associazione mafiosa, usura, estorsione, traffico di droga e armi i reati, a vario titolo, contestati. Per gli inquirenti, in provincia di Imperia avrebbe agito un vero e proprio clan divenuto pian-piano "indipendente" dalla cosca di 'ndrangheta calabrese di riferimento rappresentata dal clan Piromalli di Gioia Tauro.

Fra 90 giorni il deposito delle motivazioni della sentenza. Nell'aula bunker erano presenti alcuni componenti della famiglia Pellegrino che dopo la lettura del dispositivo si sono abbracciati in un pianto di gioia. La sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Imperia era stata invece accolta con urla e minacce. (g.b.)