Reagisce con veemenza Roberto Occhiuto, parlamentare cosentino di Forza Italia, all'inchiesta che vede indagato il fratello per bancarotta fraudolenta dalla procura di Cosenza ed insieme ad Oliverio in quella di Catanzaro, e lo fa durante un incontro finalizzato alla presentazione di due candidati Giuseppe Pedà e Fulvia Caligiuri, alle elezioni europee. "Nelle carte che abbiamo ricevuto - tuona Occhiuto - ci sono le impronte digitali del cosiddetto dirigente politico che sta dietro questa montatura infame".

"Sono andati a trovare una società vecchia con cui operava mio fratello - spiega Occhiuto - per fatti risalenti dal 2006 al 2009. Hanno aperto un’inchiesta, l’hanno chiusa e adesso l’avviso di garanzia. Su questa ci sono le impronte digitali di questo dirigente politico e noi lo denunceremo pubblicamente perchè è giusto che non solo i cittadini, ma tutta la comunità nazionale sappia cosa succede in Calabria e a Cosenza".

E ancora: "Abbiamo ereditato una città di cui non parlava nessuno, con la spazzatura che arrivava ai secondi piani delle case. L’abbiamo resa bella, moderna, funzionale. Ci hanno fatto per anni i raggi X ma non hanno trovato niente perchè siamo persone per bene. Adesso rispolverano una storia vecchia di anni. Non mi stupisce, queste cose ci sono sempre state in politica, anche nella cosiddetta Prima Repubblica. La differenza però è che nella Prima Repubblica certe cose le sapevano fare, questi invece non lo sanno neanche fare, lasciano le impronte digitali e lo denunceremo in parlamento perchè c’è chi fa politica anche frequentando stanze di altre istituzioni che dalla politica dovrebbero stare lontane".