Il Tribunale lametino ha assolto tre soggetti dalle accuse di resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico iffiviale. I tre, facenti parte di uno stesso nucleo familiare, erano  stati rinviati a giudizio poiché "in concorso tra loro usavano violenza al fine di frapporsi ad un controllo di Polizia, avventandosi contro gli Agenti della Polizia di Stato, colpendoli con calci e spintoni, provocandogli lesioni, refertate al locale Pronto Soccorso e perché, sempre in concorso tra loro, offendevano l'onore ed il prestigio dei pubblici Ufficiali apostrofandoli con una serie di epiteti ingiuriosi". La vicenda risale all’anno 2010 quando alcuni agenti avevano fermato due giovani; uno dei due ragazzi parrebbe si fosse immediatamente alterato e alla vista di alcuni parenti denudato da solo. Il padre e la sorella del giovane, giunti sul posto,  avrebbero iniziato ad inveire contro i militari e avrebbero cercato di evitare  la perquisizione. Da lì, sarebbe scaturita una colluttazione con i militari, rimasti feriti , che decisero dunque di portare in Commissariato il giovane per la perquisizione, denunciando a piede libero i parenti per l'aggressione, le offese e le lesioni subite.

Secondo la difesa,  il giovane sarebbe stato fatto denudare durante la perquisizione e la reazione dei parenti alle modalità di  perquisizione sarebbe sopraggiunta per difendere l’offesa dignità ed il decoro del ragazzo. La difesa ha contestato poi che non ci sarebbe stata alcuna offesa né aggressione. L’accusa,  nella requisitoria ha chiesto la condanna dei tre imputati per il reato di oltraggio, chiedendo l'assoluzione per gli altri capi di imputazione. Per quanto riguarda la difesa, invece  ha chiesto l'assoluzione dei suoi assistiti

Il Tribunale di Lamezia Terme si è espresso assolvendo i tre imputati per tutti i tre capi di imputazione a loro contestati. (f.t)