Un silenzio irreale ha avvolto il centro di Mileto, rotto solo dal viavai dei mezzi di soccorso e delle pattuglie dei Carabinieri. All’interno di un appartamento, trasformato in una scena del crimine complessa e drammatica, si è consumato l’ultimo atto di una crisi coniugale ormai irreversibile. Il bilancio è terribile: un omicidio-suicidio che ha sconvolto l’intera comunità vibonese.

Secondo quanto emerso, il commercialista 63enne Pasquale Calzone ha aperto il fuoco contro la moglie, Maria Assunta Currà, 55 anni, al culmine di un’accesa discussione, per poi rivolgere l'arma contro se stesso. L’arma utilizzata — una pistola detenuta legalmente dall'uomo, noto appassionato di armi — è stata immediatamente sequestrata dai militari dell'Arma.

Il primo a lanciare l'allarme è stato il fratello del commercialista, che dopo aver tentato invano di contattarlo telefonicamente, ha temuto il peggio. L'uomo è già stato ascoltato dagli inquirenti per ricostruire le ultime ore di vita dei coniugi.

Il pubblico ministero della Procura di Vibo Valentia, Alessandra Trabucco, che coordina le indagini, ha disposto l’esame autoptico sui cadaveri, attualmente trasferiti presso l’obitorio dell’ospedale "Jazzolino". Sarà tuttavia necessaria una perizia balistica per dare risposte definitive sulla dinamica, determinando l’esatto numero di colpi esplosi e l’orario preciso del decesso, incrociando i dati medici con le testimonianze raccolte sul posto.

Non ci si ferma, però, solo alla dinamica fisica. Gli inquirenti stanno setacciando l'abitazione e i dispositivi elettronici — smartphone e computer — alla ricerca di messaggi, lettere o tracce digitali che possano offrire una chiave di lettura sul movente immediato.

Dalle prime informazioni emerge il quadro di una frattura profonda: una separazione giudiziale in fase avanzata, esasperata da tensioni economiche e divergenze. Gli investigatori stanno ora acquisendo tutti gli atti civili e la documentazione legale relativi alla causa di separazione per accertare se la "rete di protezione" territoriale abbia presentato delle falle o se vi fossero stati segnali di pericolo mai formalizzati.