Spostamenti tra regioni da lunedì? Governo pronto a prorogare lo stop
Dal tutto chiuso al liberi tutti? Deciderà il nuovo governo. È corsa contro il tempo per trovare una soluzione al venir meno dalla mezzanotte del 15 febbraio del divieto di spostamenti tra regioni, previsto con il decreto legge del 14 gennaio, che stabilisce come "dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021, sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessià ovvero per motivi di salute". Il termine del divieto è chiaro. Passare da un giorno all’altro da una situazione di confini regionali chiusi a una di apertura totale pare però azzardato sia agli esperti del Cts che a quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, che ricordano come le riaperture (o l'annuncio di chiusure) dei confini regionali ha creato nei mesi scorsi mobilità molto negative per il contenimento della pandemia e così hanno riservatamente raccomandato cautela. Ma la crisi di governo complica tutto perchè la scelta avviene in un periodo di passaggio di consegne tra due esecutivi.
Due strade
Le opzioni sul tavolo sono due. Oggi è tramontata l'ipotesi di un nuovo decreto fatto dal governo uscente che prorogasse di 7-10 giorni (o magari fino al 5 marzo, quando scadrà anche il Dpcm) il divieto. Se ne è parlato a margine del Cdm, convocato questa mattina per due leggi regionali, ma l'eventualità è stata scartata. La prima ipotesi è ora è un decreto del nuovo governo, se si sarà insediato e avrà avuto al fiducia delle Camere prima di lunedi. La seconda è un decreto del nuovo governo prima ancora di avere la fiducia delle Camere.
Governo Conte non interverrà
Il tema è stato all’ordine del giorno del governo uscente, e le opinioni sono piuttosto differenti. Il ministro della Salute Roberto Speranza - sempre improntato alla cautela e al rigore - è preoccupato di lasciare i confini regionali aperti anche solo qualche giorno e ne ha parlato con Giuseppe Conte, che invece era di parere diverso e vorrebbe lasciare l’onere al nuovo governo. Della stessa opinione il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. "Il 15 febbraio – ha detto nei giorni scorsi l’esponente Pd – scade il divieto di mobilità fra Regioni, sarà il nuovo governo a fare una valutazione, sulla base del quadro epidemiologico, sulla mobilità tra le Regioni nelle diverse fasce, anche perché eventuali misure limitative necessitano di un apposito decreto". E così è stato.
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