Primo esame sui corpi della mamma e del bambino, soffocati da fango. Si continua a cercare Niccolò
di FEDERICA TOMASELLO
Una madre e due bambini, un’autovettura e la forza bruta di un temporale che modifica il paesaggio rendendolo cupo e a tratti tetro . Questa l’istantanea che descrive la scena vissuta, nel pomeriggio di giovedì, da Stefania Signore e dai suoi due bambini, Cristian e Niccolò, di 7 e 2 anni. Un pomeriggio normale in cui una madre, di ritorno dal proprio lavoro, svolto in un call center, si appresta a riportare a casa i propri figli quando un’anomala cascata di pioggia li assale.
Un primo esame sui corpi. Sarebbero morti per soffocamento provocato da detriti e fango ingeriti la giovane trentenne e il suo bimbo di sette anni. Sarebbe questa la triste verità emersa da un primo accertamento sui corpi che ancora rimangono sotto sequestro e per i quali non si è ancora deciso se procedere o meno ad un esame autoptico.
Continuano le ricerche di Niccolò. La donna viaggiava in auto, un’Alfa Romeo Mito, con i due bambini quando un’ondata d’acqua e fanghiglia l’avrebbe colpita, spostandone la vettura e riempiendola di acqua e fango, probabilmente, è stato proprio questo a far impaurire Stefania che, con l’intento di proteggere i propri cuccioli, come ogni madre, potrebbe aver pensato l’unica possibilità fosse uscire dal veicolo e trovare un posto in cui ripararsi. Proprio allora, si suppone, un’ondata di fanghiglia e acqua, raccolta in un canale di scolo e fuoriuscita con violenza, possa averli colpiti separandoli e dividendo quei corpi ritrovati stamani in un terreno. La giovane madre, infatti, è stata ritrovata esanime a parecchi metri di distanza dal figlio più grande mentre del più piccolo non vi sarebbe traccia. Il piccolo Niccolò risulta, infatti, disperso ma le ricerche proseguono incessantemente per ritrovarlo.
