Compariranno davanti ai giudici della Corte di appello di Catanzaro i dodici imputati, coinvolti nel blitz antimafia, nome in codice Hermes, contro la cosca Barilari-Foschini, scattata all’alba del 28 giugno 2018 e condannati con rito abbreviato dal gup Paola Ciriaco il 4 ottobre 2019. Il processo di secondo grado inizierà il prossimo 21 luglio.

Le condanne e le richieste di pena in primo grado. Annibale Barilari 10 anni e 10 mesi di reclusione (il pm aveva chiesto 14 anni); Remus Alin Bragaru, 5 anni e 2 mesi di reclusione e 6mila euro di multa, (il pm aveva invocato 8 anni e mille euro di multa); Antonio Foschini, 12 anni e 4 mesi di reclusione, (il pm 16 anni e 8 mesi di reclusione); Domenico Foschini 6 anni e 4 mesi di reclusione (il pm aveva chiesto 2 anni, 2 mesi e mille euro di multa); Vittorio Foschini, 8 anni e 4 mesi di reclusione, (il pm aveva chiesto 13 anni e 8 mesi di reclusione); Gheorghe Geanca, 5 anni e 2 mesi di reclusione e 6mila euro di multa, (il pm aveva chiesto 8 anni e mille euro di multa); Francesco Liguori, 8 anni e 10 mesi di reclusione, (il pm aveva chiesto 13 anni e 8 mesi); Antonio Maiolo, 8 anni e 10 mesi di reclusione, (12 anni e 8 mesi); Salvatore Murano, 8 anni e 10 mesi di reclusione, (il pm aveva chiesto 13 anni e 8 mesi); Andrea Villirillo, 8 anni e 10 mesi di reclusione, (il pm aveva chiesto 10 anni); Romolo Villirillo, 2 anni e 1.800 euro di multa, (il pm 2 anni e 500 euro di multa) e Massimo Zurlo, 8 anni e 8 mesi di reclusione, (il pm 13 anni e 8 mesi).

Le ipotesi di accusa.  Gli imputati devono difendersi a vario titolo dalle accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso, concorso esterno, tentato omicidio, detenzione di armi e di droga, estorsioni tentate e consumate ai danni di commercianti e imprenditori crotonesi, rapina e danneggiamenti, illecita concorrenza con minaccia o violenza.

Il tentato omicidio. L’indagine della Dda di Catanzaro avrebbe consentito di far luce sui presunti autori di un fatto di sangue avvenuto a Crotone il 25 novembre 2013, quello del tentato omicidio di Rocco Devona, ritenuto affiliato alla cosca Megna di Papanice, nei cui confronti furono esplosi diversi colpi di pistola e un colpo di fucile mentre rientrava a casa. L’uomo riuscì miracolosamente a sfuggire all’agguato rifugiandosi all’interno di un portone.

Estorsioni anche alla fiera della Madonna. ll sodalizio dei Barilari-Foschini, legato alla cosca di ‘ndrangheta dei Vrenna- Corigliano- Bonaventura-Giampà avrebbe esercitato una pressione asfissiante su tutte le attività commerciali della città. Le intercettazioni avrebbero consentito di accertare che tutti gli operatori economici e commerciali avrebbero dovuto pagare il pizzo, anche piccole somme, perché tutti avrebbero dovuto sottostare ai voleri della cosca. Il sodalizio avrebbe preso di mira soprattutto gli ambulanti che ogni anno arrivano in città a maggio in occasione della tradizionale fiera della Madonna, costretti ad acquistare, a prezzi maggiori, i prodotti, specie panini e carne, che la famiglia avrebbe imposto loro.

Il collegio difensivo.  Sono impegnati nel processo “Hermes”, gli avvocati Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Aldo Truncè, Tiziana Barillaro, Tiziana Saporito, Fabrizio Salviati, Giuseppe De Masi, Elisabetta Manoni, Annamaria Domanico e Maria Karen Garrini. (g. p.)