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Il Consiglio dei ministri ha approvato nella serata del 18 marzo un decreto legge sui carburanti volto a contenere l’aumento dei prezzi legato alla crisi internazionale. La misura principale prevede un taglio delle accise che comporta una riduzione immediata di circa 25 centesimi al litro su benzina e diesel per un periodo di 20 giorni, mentre il Gpl subirà una diminuzione di circa 12 centesimi al litro.

Il provvedimento esclude il bonus carburanti legato alla social card, optando per un intervento generalizzato. Tra le altre misure, è previsto un credito d’imposta per gli autotrasportatori sull’acquisto di gasolio e un credito del 20% per i mesi di marzo, aprile e maggio destinato al settore della pesca, con uno stanziamento complessivo di 10 milioni di euro.

Il decreto rafforza inoltre i controlli lungo tutta la filiera: per tre mesi le compagnie petrolifere dovranno comunicare quotidianamente al ministero delle Imprese i prezzi consigliati di vendita, con sanzioni fino allo 0,1% del fatturato in caso di violazioni. In campo Guardia di finanza, Antitrust e il servizio “Mister Prezzi” per monitorare eventuali fenomeni speculativi, con possibilità di segnalazioni alla magistratura nei casi più gravi.

Le misure hanno carattere temporaneo, con possibilità di proroga in caso di persistenza della crisi internazionale. Lo stanziamento complessivo è inferiore al miliardo di euro: il taglio delle accise pesa per 417,4 milioni nel 2026 e 6,1 milioni nel 2028, mentre i crediti d’imposta per autotrasporto e pesca valgono rispettivamente 100 milioni e 10 milioni. La copertura è assicurata in gran parte da tagli ai ministeri.