L'Azienda sanitaria di Vibo Valentia da oltre dieci giorni senza ricette rosa. Crescono i disagi agli utenti. Rischio sanzioni per i medici di base e incertezza tra i farmacisti

di MIMMO FAMULARO

Non più di dieci giorni fa l'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia annunciava possibili disagi agli utenti per via della carenza dei ricettari rosa. Tutta colpa dell'istituto Poligrafico di Stato e di un ritardo nell'invio del previsto carico annuale. Allo stesso tempo il management dell'Asp vibonese, nel porgere le scuse ai cittadini, assicurava il proprio impegno per superare il problema in tempo brevissimi. Da allora sono passate quasi due settimane e gli inevitabili disagi agli utenti hanno prodotto un caos sull'intera catena sanitaria: dal paziente al medico, dal farmacista fino alle strutture convenzionate che temono per il rimborso. Tutti sul piede di guerra, ognuno dalla propria postazione.

ricette rosaRischio sanzioni per i medici. Nello stesso comunicato l'Asp autorizzava i medici sprovvisti del “foglio rosa” ad utilizzare, fino a nuova comunicazione, il ricettario bianco per la prescrizione dei medicinali. Un rimedio che espone l'intera categoria a rischi concreti. Innanzitutto, lamenta più di qualche professionista, chiunque potrebbe falsificare questo tipo di ricetta. Ma questo è il male minore. Ogni medico di base al termine della giornata lavorativa è obbligato a inviare ad un apposito ufficio del ministero delle Finanze l'elenco di tutte le ricette prescritte nel corso della giornata. Cosa difficile, per non dire impossibile, in assenza di tutti i riferimenti (come il classico codice a barre) di cui solo il ricettario rosa dispone. In pratica il medico potrebbe incorrere nel reato di omissione ed essere punibile con una sanzione piuttosto salata. “Teoricamente – racconta un professionista che preferisce rimanere nell'anonimato – l'Asp sta inducendo noi medici a compiere una frode”.

Le perplessità dei farmacisti. Un problema che si stanno ponendo anche i titolari delle farmacie ubicate sul territorio provinciale. Sono sempre più numerosi gli utenti che si presentano al bancone con la ricetta in bianco prescritta dal proprio medico di fiducia. “Non sappiamo – spiega un farmacista vibonese – come comportarci. Nessuno ci ha inviato comunicati ufficiali e tutto ciò che sappiamo l'abbiamo appreso praticamente dagli organi di stampa”. C'è chi si rifiuta di consegnare i medicinali in assenza di ricettario in rosa e chi invece si affida alla buonafede del cliente. Un caos. Per tutti, nessuno escluso.