Vibo Marina, sicurezza e futuro della fascia costiera: il Pd rilancia la delocalizzazione dei depositi
Intervento del circolo cittadino dopo l’avvio delle procedure legate agli impianti energetici della fascia portuale
Il Piano di Emergenza e Evacuazione dei depositi costieri di Meridionale Petroli in via Vespucci rientra nei Piani di Emergenza Esterni per impianti a rischio di incidente rilevante (incendio, sversamento, nube tossica o esplosione) ed è stato redatto dalla Prefettura di Vibo Valentia insieme a Vigili del Fuoco e Autorità di Sistema Portuale.
Nel documento diffuso dal Direttivo del Circolo di Vibo Valentia del Partito Democratico viene ribadito con forza che “non vi è dubbio che sia stato predisposto rispettando le norme vigenti e che la sicurezza dei cittadini vada messa al primo posto”, soprattutto in un’area dove, si sottolinea, “nell’area a rischio ci sono abitazioni, bar, ristoranti, altre attività commerciali, senza contare le presenze estive in spiaggia e sul lungomare”.
Il partito evidenzia tuttavia come gli effetti concreti del Piano — tra cui “soppressione delle aree di sosta, limitazioni al transito, aumento del traffico nelle vie limitrofe, difficoltà di accesso agli stabilimenti balneari e alla spiaggia libera” — riportino al centro del dibattito il nodo della vocazione della frazione marina: “ancora una volta all’attenzione di tutti il nodo irrisolto della vocazione turistica e/o industriale di Vibo Marina”.
Nel comunicato si richiama anche una posizione dell’Autorità di Sistema Portuale, che nella relazione approvata dal Comitato di Gestione afferma come l’azienda insista “ormai su un’area antropicamente inadatta alla funzione”.
Da qui la posizione politica del Circolo vibonese, che ribadisce: “la presenza di questi e altri stabilimenti continua a condizionare la vita della nostra frazione Marina” e che “la vera posta in gioco non può certamente essere quella di coesistere ignorando i rischi e le norme, bensì la delocalizzazione dei depositi costieri”.
Il Partito Democratico annuncia che “si spenderà con tutte le sue energie e risorse” per questo obiettivo, pur precisando che “una concessione rinnovata per soli quattro anni può essere un buon punto di partenza, ma è anche un termine perentorio entro il quale completare un percorso lungo e difficile, che richiede studi, investimenti, collaborazione tra istituzioni, nonché sensibilità da parte dell’azienda”.
Nel documento si richiama anche il ruolo della politica: “la politica non deve alimentare illusioni nella gente, né speculare sugli insuccessi degli avversari di turno; deve bensì promettere impegno, serietà e chiarezza, trovando quell’unità che finora è stata solo auspicata”.
Secondo il Circolo Pd, infatti, “la delocalizzazione dei depositi costieri non è una battaglia esclusiva dell’Amministrazione, né tantomeno della sola maggioranza”, ma richiede “l’impegno e la collaborazione di tutte le forze politiche, dalla Regione Calabria (che incassa le accise) al Governo nazionale e al Parlamento”.
Nel frattempo, in vista delle osservazioni presentabili entro il 28 giugno, il Partito Democratico annuncia la volontà di avanzare proposte concrete: “si possono fare proposte e sollecitare misure compensative immediate, quali l’istituzione di servizi navetta o la creazione di nuove aree di parcheggio, da dislocare anche all’interno della zona portuale”.
Il comunicato si chiude con un impegno operativo: “E' quello che faremo come Partito Democratico, in un apposito incontro che organizzeremo nei prossimi giorni”, ribadendo che “poter vivere il proprio mare e portare avanti una propria attività sono diritti fondamentali di ogni comunità”.
