Il tribunale di Vibo Valentia
Il tribunale di Vibo Valentia

Si è concluso al Tribunale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Alessio Maccarrone, il processo sulle presunte indebite percezioni del reddito di cittadinanza. Quattordici imputati erano finiti davanti alla sezione penale, accusati di aver richiesto o percepito il sussidio senza possedere i requisiti previsti dalla legge. L’impianto accusatorio originario si fondava sull’art. 7 del D.L. 4/2019, più volte riqualificato nel corso del dibattimento per adeguarsi alle concrete condotte attribuite ai singoli.

Le condanne

Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità penale di nove imputati, con pene differenziate. 

  • Cinzia De Vito: 2 anni e 4 mesi per la seconda domanda, assolta per la prima.
  • Nicola D’Urzo: 2 anni e 8 mesi per più condotte, unificate dal vincolo della continuazione.
  • Daniela Morgante: 2 anni e 1 mese per episodi analoghi.
  • Francesca Burzì: 10 mesi
  • Claudia Mazzitelli: 1 anno e 3 mesi
  • Simona Casuscelli: 1 anno e 6 mesi
  • Anna Maria Paino: 1 anno e 8 mesi
  • Ilenia Pettè: 1 anno e 4 mesi
  • Vincenzo Lacquaniti: 1 anno e 6 mesi

Le assoluzioni

  • Cinzia De Vito: primo episodio “il fatto non sussiste”
  • Antonino Lo Bianco e Giuseppe Lo Bianco: “il fatto non sussiste”
  • Sergio Gentile: prosciolto con formula “il fatto non sussiste” e “non aver commesso il fatto”

Il Tribunale ha inoltre dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Giuseppina Greco, a causa del principio del ne bis in idem, essendo pendente un procedimento parallelo per lo stesso fatto davanti allo stesso Tribunale. La sentenza dispone infine il dissequestro delle somme vincolate e il loro rimborso agli aventi diritto. L’Inps dovrà aggiornare la posizione amministrativa dei soggetti coinvolti in base agli esiti del processo, chiudendo così una vicenda giudiziaria che ha impegnato il Tribunale di Vibo Valentia per oltre quattro anni di indagini e dibattimenti.