«Oggi come ieri, quest’amministrazione preferisce e continua a rifugiarsi in un imbarazzante silenzio anziché affrontare e dare risposte ai tanti interrogativi che legittimamente le vengono posti. Legalità e trasparenza non sono parole di cui unicamente fregiarsi, ma principi che devono contraddistinguere l’operato di ciascuno di noi e ancor di più di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica». Sono tre consigliere di minoranza, ovvero Lorenza Scrugli, Laura Pugliese ed Elisa Fatelli, a scagliarsi conto l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Maria Limardo. Il dito, nello specifico, è puntato contro l’assessore alle Politiche sociali, Rosa Chiaravalloti, che proprio ieri ha diramato una nota stampa nella quale riferiva dell’attività posta in essere (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO).

«Ancora oggi, come ieri, gli interrogativi relativi alla short list e i correlati criteri di selezione, continuano a rimanere senza risposte mettendo arrogantemente sotto i piedi le prerogative e i diritti di noi consiglieri che, in virtù del ruolo ricoperto, chiediamo documentazione e chiarezza. – hanno insistito le tre consigliere di opposizioni - Criteri adottati: queste le semplici richieste di un anno e mezzo fa a cui non ha mai fatto seguito alcun chiarimento se non il solito assordante silenzio di un’amministrazione incapace di motivare adeguatamente le proprie scelte ma anche volontariamente avulsa da quel controllo sugli atti amministrativi che sarebbe suo pieno dovere effettuare».

«Oggi si chiede ancora una volta che venga fornita la documentazione e di comprendere sempre quali criteri vengano posti a garanzia della bontà delle scelte effettuate e i cui effetti si riverberano, in termini di servizi, sui cittadini tutti e sui meno fortunati in particolare. – hanno asserito - Anche stavolta gli oltre trenta giorni già trascorsi dall’ultima richiesta fatta ufficialmente in commissione all’assessore alle Politiche sociali, non sono stati sufficienti a fornire un semplice verbale di commissione giudicante o a confrontarsi sulle decisioni prese. Come si può allora non domandarsi perché sia così difficile fornire risposte quando si è convinti che le decisioni assunte si basino su criteri oggettivi e su atti amministrativi limpidi e inattaccabili?».

Lo stesso atteggiamento, ne sono convinte Scrugli, Fatelli e Pugliese, «viene utilizzato ogni qual volta si toccano argomenti forse non sufficientemente approfonditi o non particolarmente graditi salvo poi ricorrere ai soliti slogan o selfie dove ogni ordinarietà viene fatta passare come straordinario risultato». A loro dire ne è un esempio il comunicato stampa di ieri, «dove una regolarità del Durc, atto scontato per un ente pubblico, viene proposto come risultato di un lavoro alacre e incessante».

Loro stesse avevano richiesto, e reiterato anche nelle ultime commissioni consiliari, «in data 31/08/2022 di avere un’attestazione (semplice domanda costata pochi minuti di tempo) sulla regolarità del Durc e la stessa ci era stata fornita, in termini positivi, dalla ragioneria seduta stante».

«Sono mesi invece che invano si chiede, tra le altre cose, che venga fornita la rendicontazione effettuata dai tre esperti di cui il comune si è avvalso da marzo 2021 a giugno 2022 il cui costo di circa 150mils euro è stato sopportato interamente dal fondo povertà; rendicontazione che si pone come atto fondamentale e la cui eventuale mancata attuazione potrebbe incidere sui futuri finanziamenti», hanno insistito.

«Più volte era stato chiesto un cambio di passo; si continua a spacciare lo stesso solo con un cambio di persone ma non di mentalità. Solo rispettare appieno e mettere al centro dell’attività amministrativa i cittadini e le loro esigenze, consentirebbe di pensare ad un salto di qualità e a quello Vibo Valentissima che, temiamo, sia destinato a rimanere solo un triste slogan», hanno concluso Lorenza Scrugli, Elisa Fatelli e Laura Pugliese.