La chiusura del Sistema Bibliotecario Vibonese, ferma ormai dal 2 settembre 2024, continua a destare allarme e amarezza tra cittadini e operatori culturali. In assenza di prospettive concrete per la riapertura, arriva ora una proposta articolata da parte di Anna Murmura, cittadina vibonese impegnata sul fronte culturale, che invita istituzioni e comunità a unirsi per trovare una via d’uscita.

In una lunga nota inviata alla stampa e alla mail dedicata [email protected], Murmura scrive: «Stante l’attuale situazione di stasi in cui si trova il Sistema Bibliotecario, chiuso ormai dal 2 settembre 2024 e di cui non si intravedono al momento neanche spiragli per la soluzione dei suoi problemi e per la sua riapertura, intendo portare all’attenzione dei cittadini e della politica una proposta che ritengo percorribile con l’aiuto di tutti e risolutiva per superare l’attuale stallo e consentire in tempi non lunghi l’apertura del più grande polo bibliotecario della Regione Calabria (90.000 volumi)».

La proposta prende spunto dall’esperienza del Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese, come spiega la stessa autrice: «Nei mesi scorsi per motivi di studio mi sono imbattuta nella storia del Conservatorio Tchaicovsky di Nocera Terinese... Ad un certo punto della sua storia la suddetta istituzione divenuta paritaria si è trovata in una situazione fortemente debitoria... Il comune di Nocera e la provincia di Catanzaro si rivolsero al Ministero dell’Università e della Ricerca e fecero domanda per la statizzazione. La domanda venne accolta favorevolmente e il Ministero si accollò i debiti e provvide alla trasformazione del conservatorio privato in una istituzione pubblica. Oggi la Calabria ha un quarto conservatorio che si è dotato anche di una sede staccata nel capoluogo di provincia Catanzaro. Il decreto ministeriale è di ottobre 2022, il conservatorio diviene statale dal primo gennaio 2023».

Da qui la proposta di replicare il modello a Vibo Valentia, trasformando il Sistema Bibliotecario in un ente statale o nazionale: «Questa operazione... potrebbe essere replicabile a Vibo per il sistema bibliotecario. L’idea sarebbe quella di avviare contatti seri e ufficiali da parte dell’amministrazione comunale... con il MIC, il suo Ministro e i suoi dirigenti generali. Come e forse di più che Nocera Terinese, Vibo Valentia è un territorio fragile... il Ministero supportato e incalzato dalla rete che si verrebbe a creare non potrebbe fare a meno di mettere in atto le procedure per avviare la trasformazione del Sistema Bibliotecario Vibonese in una biblioteca nazionale».

Murmura evidenzia anche la necessità di affrontare il nodo dei debiti e dei crediti dell’ente, proponendo al contempo una soluzione temporanea per la riapertura parziale grazie alla collaborazione delle scuole:

«Si dovrebbe lavorare per riprendere il dettaglio dei debiti e crediti del Sistema... verificare se c’è la possibilità di ridurre il carico debitorio... Inoltre, presento qui una idea del dirigente del Liceo Artistico-Classico Ing. Raffaele Suppa, valida per la riapertura al pubblico della biblioteca in tempi brevi: l’utilizzo degli studenti del triennio di tutte le scuole superiori vibonesi che potrebbero svolgere in tale modo le ore di PCTO».

La cittadina conclude con un appello accorato alla partecipazione collettiva: «Quanto a me... mi rendo disponibile a fornire tutto il supporto materiale e immateriale... Faccio appello a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra cittadina affinché diano il loro contributo in termini fattivi perché il Sistema Bibliotecario Vibonese possa ritornare ad essere il luogo identitario che è stato fino alla sua chiusura».

Una proposta concreta e una voce dal basso che si fa portavoce di un sentimento diffuso: la necessità di restituire a Vibo Valentia il suo centro culturale più simbolico, oggi chiuso ma ancora profondamente vivo nella memoria e nel cuore dei cittadini.