IL RICORDO | Una vita dedita alla famiglia ed al lavoro: Maria Stella Papillo
La perdita di una madre è interiormente devastante per ogni figlio, indipendentemente dalle reazioni che ciascuno possa avere. L’età del genitore, l’età del figlio poco contano. Si cerca conforto nei ricordi e negli insegnamenti che solo il genitore può dare a ciascuno dei figli, sebbene in molti casi i figli non ne hanno consapevolezza, e quando questa matura spesso è troppo tardi. Mia madre ha vissuto un vita dedita alla famiglia e al lavoro, senza altre distrazioni. Attenta alle esigenze del marito, altrettanto attenta a quelle dei figli Teresa, Angelo e Lucia, che ha accompagnato in tutte le tappe della vita, fino al conseguimento delle lauree, alla conquista del lavoro, ai matrimoni, e infine al suo ruolo di nonna con gli adorati nipoti Alberto e Lavinia.
Ogni madre ai propri figli appare straordinaria, ma il fatto che lei abbia avuto una marcia in più lo conferma un particolare che mi pare importante: era molto conosciuta ed apprezzata in città, forse anche per il lavoro che ha svolto. Dopo aver vissuto con il marito Rocco Sabatino 15 anni in Australia ove peraltro la sua famiglia si è formata (lì sono nati i tre figli), rientrata nel 1975 a Vibo Valentia con nuove visioni di vita, fino al 2004 è stata quotidianamente a contatto con il pubblico, seduta alla cassa del ben noto American Bar di Piazza Municipio. Gestire l’American Bar, insieme al marito e i figli ha rappresentato un’esperienza unica, anche perché vissuta in un periodo storico particolarmente felice e prolifero per il nostro territorio. Come solo certi luoghi magici sanno essere, proprio in questo, che, dunque, non era un semplice bar, ruotavano tutti gli incontri della città: dalla politica alla imprenditoria, dagli affari agli incontri privati, dalle famiglie al mondo scolastico. E lei, sia per il suo modo di essere che per mentalità acquisita all’estero, aveva un sorriso pronto per tutti, accoglieva i clienti allo stesso modo, come fossero tutti suoi amici di vecchia data. La sua gentilezza era ricambiata, anche dopo aver lasciato il lavoro chi la conosceva si avvicinava per salutarla e manifestarle affettuosità.
Solo in età avanzata, dopo aver indirizzato i figli alla vita e dopo aver lasciato il lavoro per una meritata fase di pensione, ha iniziato a pensare un po' a se stessa, con le sue amiche storiche e le nuove conosciute in palestra o per una serata in pizzeria.
Ma la vita così come concede, toglie. Questa parentesi, per quanto meritata è durata poco, in quanto quasi subito ha dovuto affrontare la malattia importante che le si era presentata. Una serie di circostanze sfortunate che non hanno fermato la sua indole, al punto che, quando il grave problema di salute ha colpito il marito, lei non esitato ad assisterlo fino alla fine dei suoi giorni. Ha vissuto l’ultima fase della sua vita curandosi con l’assistenza dei figli e affrontando con la dignità che la contraddistingueva le avversità della vita.
È confortante, per un figlio sentire che, dopo la sua morte, le manifestazioni di affetto e di stima pervenute, seppur in forma diversa, siano state nella sostanza simili: mia madre viene ricordata per la sua eleganza nei modi, il suo stile raffinate, sempre accogliente con un meraviglioso sorriso, ma anche per il suo garbo, la sua riservatezza e, al contempo, la sua sensibile socievolezza. Viene ricordata per la sua dedizione alla famiglia ed al lavoro, la disponibilità ad aiutare chi era in difficoltà, sia tra i parenti che tra gli estranei.
È ciò che emerso peraltro dall’omelia di don Carlo Borghetti, sacerdote della Chiesa Don Bosco-Salesiani di Vibo Valentia, durante il suo funerale, che ne ha esaltato i tratti principali già ricordati, ove hanno anche partecipato l’immancabile affettuoso Don Peppino Fiorillo, sempre vicino alla famiglia, il caro Don Piero Furci, subentrato al cognato Don Angelo Sabatino (oggi in pensione) presso la Parrocchia della Sacra Famiglia, e il cordiale Don Antonio Russo.
Con lei se ne va un pezzo di noi figli, ma rimangono integri i ricordi e gli insegnamenti ricevuti.
Ciao Mamma. Angelo
