La Giunta approva la modifica del regolamento comunale proposta dal dirigente Nesci che fa il punto sul fenomeno che i pochi vigili urbani non riescono a contrastare

Una città di circa 33mila abitanti, non proprio una metropoli ma quanto basta perché di angoli per l'abbandono rifiuti se ne trovino a iosa. E si sono attrezzati i cittadini, a quanto pare, perché di "domicili" abituali eletti per gettare spazzatura la Polizia municipale ne ha individuati 50 e naturalmente con pochi uomini, il comandante Filippo Nesci l'ha spiegato chiaramente che non è possibile avere il controllo. Da qui, la decisione di passare dalle parole ai fatti: dopo l'annuncio delle foto-trappole – già installate – infatti si è proceduto a cambiare il regolamento comunale così che nessun intoppo ci possa essere per sanzionare i trasgressori. Insomma, nessuno potrà invocare privacy o accampare scuse: chi sbaglierà pagherà. E, in tal senso, la Giunta ha deliberato (delibera n. 255 del 28 settembre) e ora la parola passerà al Consiglio che dovrà dare disco verde.

Le mini-discariche. Nel provvedimento si fa il punto e si parte proprio dall'analisi del "fenomeno" dell'abbandono dei rifiuti, divenuto una piaga ormai per la città. "Al fine di contrastare il fenomeno – si legge - la Polizia municipale ha disposto numerosi servizi ad hoc, talora anche in borghese e con auto civetta, riuscendo, in effetti, a sanzionare i trasgressori, senza, tuttavia, incidere sul generale fenomeno". Insomma, con "due unità e per alcune ore" non è possibile fronteggiare il "fenomeno che, purtroppo, è stato rilevato in circa 50 postazioni sparse nell'intero territorio cittadino nell'arco delle 24 ore giornaliere".

I siti. A "titolo esemplificativo", si fa l'elenco dei "alcuni siti ove, negli ultimi anni, è stato accertato l'abbondono di rifiuti in violazione di legge" che vanno dal capoluogo a tutte le frazioni. Incrocio via Bucciarelli/via Ferrovie Calabro Lucane, via Palack (nei pressi della Biblioteca comunale), via Palack (nei pressi dell'incrocio con via Lacquari), via Fiorentino (adiacenze plesso scolastico De Amicis), via Murat, via Protettì, via Kennedy, via Feudotto via piazza D'Armi, via Assisi, via De Luca, via Cavour, via Olivarella, località Cocari, via Aloe, via Gallizzi, via Popilia, Largo Conservatorio, Corso Umberto (adiacenze chiesa S. Giuseppe), Via Fontana Vecchia, Viale Accademie Vibonesi, Viale Della Pace (piazzale Palazzetto dello Sport), Via Croce Nivera (piazzale e retro Cimitero), Via Tiro a Segno, Via Don Brindisi, Via De Gasperi, Viale Affaccio, Via Giovanni XXIII, Via Nilde Iotti, Via Provinciale 14 (Località Calvario di Piscopio), Strada Collegamento Piscopio (Località Santa Ruba), Via Scannapieco (Vena Sup.), Via Emilia (Vena Sup), Via Roma (Vena Sup.), contrada Vaccaro (Vena Sup.), Vena Media San Pietro, via Provinciale (Triparni), Strada Collegamento Vibo Triparni (località Fontanella), via del Pescatore, via Delle Barche, via Sant'Ann,a via Roma (Portosalvo) Viale Delle Industrie, Strada parallela via delle Industrie, Strada collegamento cavalcavia nuovo tracciato ex SS 522.

Foto-trappole. Nel provvedimento, viene quindi spiegato che "perché possano essere effettuati controlli veramente efficaci tali da incidere seriamente sul fenomeno sarebbe necessario che il Corpo della Polizia municipale disponesse di unità operative idonee ai servizi esterni in misura notevolmente superiore all'attuale organico che, invece, riscontra gravi carenze". Da qui, la necessità di "utilizzare le più moderne tecnologie al fine di contrastare il fenomeno in parola. A tal uopo la Dusty, concessionaria del servizio di raccolta r.s.u. nel Comune di Vibo Valentia, ha proceduto alla installazione di un sistema di videosorveglianza del territorio comunale costituito da c.d. fototrappole atte a prevenire e reprimere attività illecite quali l'abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti".

La proposta. In tal senso, la proposta di integrare il vigente regolamento che disciplina i sistema di videosorveglianza, "ivi comprese le modalità/utilizzo delle immagini a tutela della privacy", anche per "evitare contestazioni delle sanzioni applicate". Proposta illustrata dal dirigente Nesci e che l'esecutivo Costa ha approvato.

Immagine di repertorio