Sergio Costanzo, figura storica del Consiglio comunale e volto noto della politica catanzarese, è stato posto agli arresti domiciliari nell'ambito di un'operazione congiunta di polizia e carabinieri che ha portato alla luce un presunto sistema illecito di assegnazione parallela di case popolari.

Secondo l’accusa, Costanzo avrebbe svolto un ruolo di vertice all’interno di un’associazione per delinquere, fungendo da intermediario tra cittadini e funzionari dell’Aterp per facilitare l’assegnazione di alloggi in cambio di denaro o altre utilità. In alcuni casi, i cittadini avrebbero proposto spontaneamente somme di denaro, ma più spesso sarebbero stati costretti a cedere alle richieste concussive di pubblici ufficiali.

Nello specifico, a Costanzo viene contestato il reato di corruzione per aver agevolato, in concorso con un dipendente Aterp, la vendita di terreni di proprietà dell’ente a un prezzo nettamente inferiore al valore di mercato, senza procedura pubblica, in cambio di una promessa di denaro.

Sergio Costanzo, consigliere comunale da oltre vent’anni, è stato spesso considerato un “campione di preferenze” per il suo tratto popolare e la capacità di intercettare e risolvere le problematiche quotidiane dei cittadini. Il suo percorso politico è iniziato negli anni ’90 con l’Udc sotto la guida di Mario Tassone, passando poi per alleanze con figure di spicco come Mimmo Tallini e successivamente Mario Oliverio, che lo vide candidato al Consiglio regionale nel 2014 con il centrosinistra.

Negli ultimi anni, Costanzo aveva fondato il movimento “Fare per Catanzaro” e si era schierato a sostegno del centrodestra. Alle Comunali del 2022 aveva appoggiato Valerio Donato, e di recente era approdato in Forza Italia, continuando a ricoprire un ruolo attivo in Consiglio comunale.
Un colpo alla politica locale

Il coinvolgimento di Costanzo nell’inchiesta rappresenta un duro colpo per la politica cittadina. Nonostante la sua popolarità e il forte radicamento sul territorio, le accuse che lo vedono al centro di un sistema illecito minano profondamente l’immagine di uno dei volti simbolo di Catanzaro. L’operazione mette in luce dinamiche oscure legate alla gestione delle case popolari, aprendo un nuovo capitolo di indagini e riflessioni sull’amministrazione locale.